Magnum – Recensione: Lost On The Road To Eternity

Come una bottiglia di buon whisky, i Magnum migliorano con il passare del tempo: il vigore, la fantasia, il senso della melodia, quell’approccio alla materia hard rock decisamente British continuano ad essere gli ingredienti di una miscela unica, creata da Tony Clarkin e servita da Bob Catley, piccolo grande frontman di una band che sta vivendo l’ennesima rinascita.

Una partenza robusta, tagliente e di sostanza come ci hanno abituato i Magnum, lascia posto in “Show Me Your Hands” alle trame leggiadre dipinte dalle tastiere del nuovo arrivato Rick Benton, che con personalità ha preso il posto di Mark Stanway. Un’altra new entry è il batterista Lee Morris, che arriva addirittura dai Paradise Lost e prende il posto di Harry James. Ma l’anima, il cervello e il cuore della band continuano ad essere Clarkin e Catley, credibili ed intensi narratori di storie e leggende. “Storm Baby” è un pezzo semplicemente fantastico, che comincia con un distillato di emozionante malinconia e cresce poi carico delle rabbiose sferzate della chitarra. La title track vede l’apporto di Tobias Sammet, che ricambia il favore delle ospitate di Catley sugli album delle sue band duettando con lui in un trascinante crescendo. Il groove del basso di Al Barrow rende prezioso anche un pezzo solo apparentemente più ordinario come “Without Love”, mentre su toni più leggeri ma ugualmente efficaci si muove la fluida “Ya Wanna Be Someone”. Nella seconda parte dell’album c’è qualche filler, è vero, e la chiusura in particolare non è efficace come avrebbe potuto essere il suggestivo finale di una storia ma nel complesso anche “Lost On The Road To Eternity” funziona, e non è considerazione da poco trattandosi del ventesimo album di una band che in passato ha dovuto superare mille traversie.

La personalità e la tenacia dei menestrelli Bob Catley e Tony Clarkin continuano a tradursi in una proposta musicale di qualità e perfettamente riconoscibile, senza cedere di un millimetro rispetto a concetti come dignità, coerenza e sostanza, a prescindere da quel che sembrerebbe suggerire il mercato. Trentacinque anni e passa di onorata carriera danno loro ragione.

Voto recensore
7
Etichetta: SPV / Steamhammer

Anno: 2018

Tracklist: 01. Peaches and Cream 02. Show Me Your Hands 03. Storm Baby 04. Welcome to the Cosmic Cabaret 05. Lost on the Road to Eternity 06. Without Love 07. Tell Me What You've Got to Say 08. Ya Wanna Be Someone 09. Forbidden Masquerade 10. Glory to Ashes 11. King of the World
Sito Web: http://www.magnumonline.co.uk/

giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

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