Mandragora Scream – Recensione: Madhouse

I toscani Mandragora Scream tornano in scena con ‘Madhouse’, terzo full-length per l’ensemble di gothic metal.. La proposta del combo guidato dalla vocalist Morgan Lacroix e dal chitarrista Terry Horn è piuttosto varia e fa proprie differenti sfaccettature appartenenti al panorama gotico. Si parte sempre da una certa malinconia di fondo, mischiata a momenti aggressivi in cui spuntano parentesi vicine a un black metal filthiano (ad esempio l’utilizzo delle screaming vocals su ‘Dark Lantern’) pur senza rinunciare a una certa orecchiabilità né a un romanticismo assicurato dalle parti narrate e dalle piacevoli incursioni sinfoniche.

La particolare voce di Morgan (a tratti quasi mascolina) è realmente interpretativa e funziona come filo conduttore tra le varie song, con la sola pecca di una pronuncia della lingua inglese non sempre perfetta, per certi aspetti migliorabile. L’ascolto di ‘Madhouse’ scorre comunque senza grossi intoppi (se escludiamo un paio di episodi incolore come ‘Redeemer’ e la cadenzata ‘Haunted Heart’, francamente noiosi), offrendo i momenti migliori in occasione delle song più veloci e sostenute (‘Blight Thrills’ e ‘Omen Reveries’), che uniscono a questa caratteristica un’estrema fruibilità. Molto buone anche la dolcissima ‘Frozen Space’, che vede l’utilizzo delle voci narrate per quasi tutta la sua durata, oltre a ‘Ghost Of Swan’, drammatica e dall’incedere cupo.

Nonostante qualche difetto ‘Madhouse’ risulta essere un lavoro gradevole e potrà suscitare l’interesse degli appassionati del genere.

Voto recensore
6
Etichetta: Lunatic Asylum Records

Anno: 2006

Tracklist:

01.Vlad
02.Dark Lantern
03.Redemeer
04.Frail Midnight
05.Blight Thrills
06.Frozen Space
07.Haunted Heart
08.Silences
09.Omen Reveries
10.Ghost Of Swan
11.Lifeless Haze
12.Nightfall


andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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