Madball – Recensione: For The Cause

Ritrovare i Madball è un po’ come incontrare dei vecchi amici che si erano persi di vista: sai bene cosa aspettarti da loro. E in 30 anni suonati di attività, questi ragazzi dell’hardcore newyorchese non hanno mai compiuto un passo fuori dal loro sentiero, mostrando coerenza e passione invidiabili. Il nono album in studio, “For The Cause” arriva sul mercato discografico ribadendo l’inamovibilità della band, che porta avanti un discorso musicale politicizzato e inserito nel sociale.

Co-prodotto da Tim Armstrong dei Rancid (che partecipa anche in veste di guest) e mixato da Tue Madsen (Meshuggah, The Haunted, Sick Of It All), “For The Cause” contiene tredici brani essenziali e pieni di energia, nulla che non sia già stato assaggiato in più salse da chi segue il genere e conosce il gruppo, ma con quella carica immune al trascorrere del tempo che appartiene a pochi. Il disco è scorrevole, intrigante e per nulla impegnativo. Il trademark dei Madball si avverte subito nel singolo “Rev Up” (con la partecipazione di Sick Jacken degli Psycho Realm), un brano potente ma con un refrain che vi ritroverete inevitabilmente a canticchiare, ideale apripista per l’album.

Questo approccio un pizzico più disincantato rispetto agli standard del genere emerge anche nella successiva “Freight Train”, in “The Fog” (dove compare appunto Tim Armstrong insieme a Steve Whale dei The Business) e ancora in “For You”. Pezzi trascinanti in cui la voce di Freddy Cricien si esprime in tutta la sua potenza, accompagnata dal consueto muro di suoni (e, sorpresa, ritorna il chitarrista Matt Henderson, sebbene non si riunisca ufficialmente alla line-up). Breve e maligna, “Evil Ways” fa capire come i Madball non abbiano affatto perso la vena più violenta dell’hardcore, contando qui anche sulla performance del rapper “metallaro ad honorem” Ice-T.

Infatti si sfiorano i lidi del crossover/thrash in schegge come “Old Fashioned” e “Damaged Goods”, ma la band non risparmia la carta dell’orecchiabilità, ad esempio in “Es Tu Vida”, pezzo in spagnolo e dai ritmi più lenti forte di un chorus irresistibile. Con un tocco di melodia, senza mai perdere di vista l’incisività di ogni singola canzone, i Madball tornano con un album trascinante e d’impatto che sarà certamente apprezzato dai fans della band e dagli appassionati del genere.

Voto recensore
7
Etichetta: Nuclear Blast

Anno: 2018

Tracklist: 01. Smile Now Pay Later 02. Rev Up (feat. Sick Jacken) 03. Freight Train 04. Tempest 05. Old Fashioned 06. Evil Ways (feat. Ice-T) 07. Lone Wolf 08. Damaged Goods 09. The Fog (feat. Tim Timebomb & Steve Whale) 10. Es Tu Vida 11. For You 12. For The Cause 13. Confessions (Bonus Track)
Sito Web: https://www.facebook.com/madballNYC/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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