Sodom – Recensione: M-16

Insieme a Destruction e Kreator i Sodom rappresentano il triangolo maledetto del thrash tedesco, band che partendo dagli anni ottanta hanno saputo estendere la propria influenza nel decennio successivo, per arrivare ai nostri giorni con la chiara intenzione di riappropriarsi del ruolo dominante che la storia consegna loro. Non è un caso che le tre band abbiano programmato l’uscita dei rispettivi nuovi album in tempi così ravvicinati e che tra qualche settimana saranno insieme in un tuor che promette di essere indimenticabile. Fin qui nulla di male: Kreator e soprattutto Destruction hanno dimostrato come questi vecchietti abbiano ancora un bel po’ di insegnare ai tanti giovincelli in vena di fare casino che popolano la scena estrema. Purtroppo non possiamo dire lo stesso dei Sodom. Non che questo nuovo lavoro sia un completo disastro, ma, se i loro compagni di sbornie hanno avuto la forza di confrontarsi a viso aperto con le nuove tendenza, Angelripper e soci si limitano a compilare una raccolta di brani ultraclassici, con il cuore e la testa ben piantati nel 1985 ma privi della forza necessaria a coprire il gap temporale. Sembrano vecchi i Sodom, le loro nuove composizioni suonano stanche, scolastiche e spersonalizzate. Con un disco del genere nessuna band avrebbe attirato l’attenzione nei proliferi ed emozionanti anni dell’esplosione del thrash. Da ricordare resta solo una manciata di canzoni: la violenta ‘I Am The War’, la lunga ‘Lead Injection’ e la fin troppo Slayeriana ‘Cannon Fodder’. Il resto è pervaso da una disarmante pochezza di idee e finirà ben presto nel dimenticatoio. Non è con noiosi mid-tempos e con riff scopiazzati che si possono riconquistare i fans dei bei tempi. Il paragone con ‘Agent Orange’ e ‘Better Off Dead’ è talmente impietoso che spero seriamente nessuno si azzardi a proporlo. Se siete loro affezionati ascoltatori probabilmente vi accontenterete, ma non c’è dubbio che per esaltarsi veramente bisognerà aspettare di trovarsi sotto al palco ad ascoltare i classici di una volta. Ci diamo appuntamento per quella sera?

Voto recensore
5
Etichetta: SPV/Audioglobe

Anno: 2001

Tracklist: Among The Weirdcong
I Am The War
Napalm In The Morning
Minejumper
Genocide
Little Boy
M-16
Lead Injection
Cannon Fodder
Marines
Surfin’ Bird

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