Khold – Recensione: Mørke Gravers Kammer

Uhm. Che dire? Ritornano i Khold. Cioè, pubblicano un nuovo disco. Si chiama ‘Mørke Gravers Kammer’. Ed è esattamente quel che ti aspetteresti da loro. Black metal chiaramente influenzato dai Darkthrone e amalgamante nella sua struttura una serie di elementi che paiono arrivare direttamente dallo stoner. O, comunque, da qualcosa di esterno al black metal stesso.

Escludendo infatti un paio di tracce veloci e più blacky (‘Niflheimr’ e ‘Sjeleskjender’), ci troviamo di fronte ad un lavoro sulfureo, magmatico, lento e possente nel suo incedere, pesantemente sabbathiano. ‘Opera Seria’ docet.

I pezzi sono mediamente brevi, così da scongiurare l’effetto-noia che facilmente potrebbe colpire l’ascoltatore. La produzione è perfetta, decisamente più pulita della media dei prodotti di genere. La voce di Gard è maligna e perfettamente adattata al contesto sonoro in cui si esprime.

Insomma, pare tutto al proprio posto. Quel che manca, forse, è un po’ d’incisività. Il pezzo geniale, il riff che ti faccia saltare in piedi sulla sedia, il passaggio che ti costringa all’headbanging forsennato. Un po’ di pepe, insomma. Per ora, ‘Mørke Gravers Kammer’ resta un disco discreto ma fondamentalmente insipido. Aspettiamo la prossima uscita per il definitivo salto di qualità

Voto recensore
6
Etichetta: Candlelight/Audioglobe

Anno: 2004

Tracklist: 01. Åtselgraver
02. Død
03. Niflheimr
04. Hevnerske
05. Med Nebb Og Klør
06. Mørke Gravers Kammer
07. Opera Seria
08. Sjeleskjender
09. Vardøger
10. Kamp

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