Lycus – Recensione: Chasms

Un viaggio nei meandri più oscuri della nostra anima, un luogo in cui si annidano il peccato, il senso di colpa, il rimorso. Non esiste la speranza, non esiste una via d’uscita, non c’è luce cui aggrapparsi per poter ricominciare. L’atmosfera decadente e lugubre dell’ennesima stupenda opera d’arte realizzata dal nostrano Paolo Girardi si sposa con quel grande, intenso e denso blocco nero rappresentato da questo nuovo disco dei californiani Lycus, band attiva dal 2008 che con “Chasms” giunge alla sua seconda prova sulla lunga distanza dopo l’ottimo disco d’esordio del 2013 “Tempest”.

Rispetto alla precedente prova non è cambiato il genere: i Lycus sono fautori di un Funeral Doom Metal di grande qualità. Va registrata, però, una indubbia crescita da parte dei componenti del gruppo, soprattutto in fase di songwriting, cha ha donato a questo disco una connessione tra i brani più ordinata, armonica e ragionata. I quattro brani che compongono il disco, infatti, sono delle suite dotate di un fascino sinistro, in cui chitarre granitiche incontrano atmosfere tipiche del gothic-doom degli anni ’90 tanto caro a band del calibro di Anathema e Paradise Lost.

L’incidere lento dei brani viene spezzato in alcuni frangenti da attacchi ora Death Metal Old School, ora Black Metal, che conferiscono alle singole composizioni un percorso vario, frammentato, tortuoso ma mai banale o noioso. Lo stesso discorso vale anche per il cantato che, oltre alla classica impostazione gutturale, cavernosa e profonda, si lascia andare all’utilizzo di scream vocals che spezzano la monotonia e meglio si adattano ai testi e al loro mood malato.

Come un cancro la musica dei Lycus saprà corrodere il vostro corpo e la vostra mente, in una catarsi sensoriale senza compromessi. Negli oltre quaranta minuti di “Chasms” tante sono le emozioni che si susseguono e risulta estremamente difficile estrapolare singoli momenti significativi del disco. La title track e “Obsidian Eye” non disdegnano parti in cui si affacciano archi, e conferendo un aura romantico/decadente a quelli che rappresentano i picchi più intensi e struggenti di questo disco. “Solar Chamber” mantiene un approccio più brutale mentre le liriche poetiche di “Mirage” (la canzone più immediata con i suoi 7 minuti) sapranno colpirvi e rivoltarvi dal didentro con le loro riflessioni sulla vita.

Abbandonatevi alla perdizione, allora, entrate nell’antro oscuro del dolore e lasciatevi risucchiare dal vortice di emozioni oscure che vi circonderà. I Lycus sono una realtà solida e con questo ottimo “Chasms” non fanno altro che confermare le loro grandi doti in fase compositiva. Siate pronti ad una caduta senza fine, siate pronti ad affrontare le vostre paure, questo disco è un’esperienza unica.

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Voto recensore
8
Etichetta: Relapse Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. Solar Chamber 02. Chasms 03. Mirage 04. Obsidian Eyes
Sito Web: https://www.facebook.com/lycusdoom/

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