Malasangre – Recensione: Lux Deerit Soli

Dopo ben sette anni dall’ultimo studio album (“Inversus”, 2005), tornano sul mercato discografico i Malasangre, diabolico ensemble che riunisce musicisti dal Sud della Lombardia e dalla provincia di Piacenza. Dopo alcuni aggiustamenti della line-up, il combo propone il nuovo full-length “Lux Deerit Soli”, un’opera di oltre 70 minuti divisa in due lunghe suite.

Fedeli alla linea che ne ha definito l’essenza in dodici anni di attività e fiera militanza nel panorama underground, i Malasangre si dimostrano ancora forieri di un doom metal dall’incedere pachidermico, combinato ad elementi di musica estrema. I due episodi dell’album vantano un corpo sonoro nichilistico e disturbante che si muove tra distorsioni al limite dell’umano, un growl secco ma interpretativo e un incedere monolitico, come una colata lavica che lenta ma inesorabile, devasta tutto ciò che si trova attorno.

Prendere o lasciare dunque, perché i Malasangre non sono affatto cambiati rispetto a come ce li ricordavamo, ma sono maturati, questo sì, ed ecco che nel loro repertorio ora rientrano anche parentesi seventies ed elementi di natura black metal, dettati da sporadiche accelerazioni. Il contesto è sempre e comunque funereo, le lamentose litanie di “Lux Deerit Soli” negano ogni possibile spiraglio di luce e soffocanti, avanzano senza fare prigionieri. Sotto questo cielo plumbeo, ogni speranza è inghiottita da suoni crudi e disarticolati che virano verso il totale silenzio.

I Sunn O))) italiani? E perché no?

Voto recensore
7
Etichetta: I, Voidhanger / Andromeda

Anno: 2012

Tracklist:

01. Sa Ta 35:41

02. Na Ma 36:27


Sito Web: www.malasangredoom.com

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