Lunatic Soul – Recensione: Under The Fragmented Sky

Nuovo album per i Lunatic Soul di Mariusz Duda, che tornano a brevissima distanza da “Fractured”. Ennesimo disco di spessore per il musicista polacco, che ancora una volta osa e “gioca” con la musica in tutte le sue forme.

Molto interessante l’inizio con l’”ulveriana” “He Av En”. Una canzone circolare, con una voce a rincorrersi e perdersi dentro sé stessa. Interessante passo d’ingresso nella nuova forma dell’anima di Mariusz Duda. Un passaggio che si fa molto più intrigante con la scheletrica “Trials”. Cupa e disperata, sembra provenire dagli anni ’80, da “Blade Runner” di Ridley Scott e dalla musica composta per l’occasione da Jon Vangelis.

Siamo con i piedi ben saldi dentro un ciclo che lo stesso Duda ha chiamato “The Circle of Life and Death”, ed il nostro sembra giocare con questi temi che potrebbero durare per almeno altri 4 album. Sicuramente meno legato alla forma canzone,  “Under The Fragmented Sky” è in ogni caso un disco coraggioso con momenti di grande stile ed intensità. Sicuramente legato concettualmente al precedete “Fractured” dal punto di vista visivo e d’ispirazione, “Under…” cerca di fare un passo avanti nel trovare strade alternative.

Canzoni quasi scheletriche che si reggono su poche note, che avanzano nell’oscurità e nella cupezza generale di un album che sceglie la strada di “Less is more”. Esempio lampante la corta (poco meno di un minuto e mezzo) “Sorrow”, solo chitarra e voce ed una tensione emotiva da spaccare l’anima.

Avvolgente ed intensa la title track. La voce di Duda che si rincorre, una chitarra acustica che mette in scena pochi accordi fino all’ingresso timido di un pianoforte. Una canzone solo apparentemente semplice, visto che poi “rientra” nelle note il canto circolare già sentito in “He Av En”.

C’è poi una canzone fantastica come “Rinsing The Night”, che si muove quasi nascosta, tra vita e morte e che si insinua leggermente nella mente. Solo musica, qualche sparuto vocalizzo e l’idea di trovarsi persi e senza orizzonte da qualche parte nella nostra vita. Chiude “Untamed”, pezzo di bravura del nostro, che gioca sul sicuro e sceglie una canzone a tutti gli effetti per regalare una manciata di minuti dal taglio quasi cantautoriale. Intensa, ricca di pathos e con un velo di tristezza a strisciare tra una nota e l’altra.

Un nuovo capitolo ancora più coraggioso nella storia e nell’evoluzione di Mariusz Duda, che certamente non lascerà indifferenti gli ascoltatori. Molta elettronica, poco “rock” e tanto “spirito prog” nel guardare avanti: questo il mix nelle 8 canzoni contenute in “Under The Fragmented Sky”.

Voto recensore
7
Etichetta: Kscope

Anno: 2018

Tracklist: “He av en” “Trials” “Sorrow” “Under The Fragmented Sky” “Shadows” “Rinsing The Night” “The Art Of Repairing” “Untamed”
Sito Web: https://www.facebook.com/lunaticsoulband/

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista extraordinaire in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “persona seria” per n-mila testate e prodigioso “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Ah sì, anche “cantante” in una band metal-qualcosa. Non ci facciamo mancare niente insomma. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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