Lunar Shadow – Recensioni: Wish To Leave

I Lunar Shadow sono una tra le più interessanti e creative realtà di quel movimento contemporaneo che porta nuova linfa vitale allo spirito del metal dei primordi. A differenza della maggior parte delle band di genere, spesso talmente simili alle formazioni del passato da diventarne mediocri riproposizioni, i Lunar Shadow meritano una possibilità anche solo per la loro ricerca di un’identità ben precisa. Le radici e le influenze sono in un certo qual modo ben visibili: il metal e l’hard classico della NWOBHM e certe atmosfere teatrali accostabili a Mercyful Fate e Death SS, ma con questo album diventa ancora più evidente la già presente componente gothic rock. Facile infatti riconoscere in certi tappeti ritmici o inserti melodici il sound di band come Sisters Of Mercy e Fields Of The Nephilim, ma saper accostare tutti questi elementi con efficacia non è affare propriamente banale e i Lunar Shadow sono davvero bravi a costruire canzoni mai troppo scontate e ben strutturate.

Rispetto agli album precedenti a questo giro le composizioni si concentrano maggiormente sull’atmosfera, andando a smorzare l’impatto delle chitarre a favore di un impasto sonoro greve e oscuro. Non manca certamente il metal, ben rappresentato da qualche riff bello tosto e da saltuarie accelerazioni, ma più spesso le melodie si fanno sognanti e rarefatte, mentre in “To Dusk And I Love You” si trovano addirittura accenni ad un affascinante blues dalle tinte dark. Una bella gamma espressiva che i Lunar Shadow sanno usare in modo eccellente, riuscendo in pieno a trasmettere l’intero spettro emozionale in loro possesso. La loro musica è oscura, teatrale, epica, a tratti sofferente e fortemente drammatica, ma nonostante il sound pastoso e l’ambientazione vintage le canzoni sono intelligentemente studiate, curate nell’arrangiamento e a loro modo assolutamente orecchiabili.

L’unico punto a mio giudizio realmente debole sta nella voce di Robert Röttig, che mostra qualche forzatura di troppo nell’estensione e che possiede una timbrica che trovo a tratti fastidiosa. Non di meno anche in questo caso è giusto riconoscere al nostro una certa personalità e la qualità generale dell’opera rimane elevata, quindi a qualche piccolo difetto si finisce per soprassedere con poco sforzo. Un bell’album che giustifica appieno il culto che la band si sta trascinando dietro.

Etichetta: Cruz Del Sur Music

Anno: 2021

Tracklist: 01. Serpents Die 02. Delomelanicon 03. I Will Lose You 04. To Dusk and I Love You 05. And Silence Screamed 06. The Darkness Between the Stars
Sito Web: https://www.facebook.com/lunarshadowband

riccardo.manazza

view all posts

Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login