Lordi – Recensione: Killection

Nessuno sa con precisione quanti anni abbiano i mostri finlandesi; la leggenda narra si siano formati nel 1992 per volontà del cantante, costumista e designer Mr Lordi. Provenienti dalla fredda Lapponia e più precisamente da Rovaniemi, hanno riscosso un enorme successo con la vittoria all’Eurovision con il brano “Hard Rock Hallelujah” nel 2006, che li ha sdoganati anche al di fuori dai patri confini. Ma è possibile che tutto questo sia solo frutto della nostra fervida immaginazione ed invece i Lordi avessero già fatto musica sin dai lontani anni settanta, ed ora si ripresentano con una compilation che spazia in lungo e in largo attraverso la loro lunga carriera di successo?

Sostanzialmente questa è l’idea originale ed intrigante che si cela in “Killection”, una raccolta delle loro più grandi hit immaginarie rilasciate dagli anni settanta fino agli anni novanta con l’inclusione di un solo pezzo composto nel 2019. E a dar ancora maggior valore a questa produzione, i Lordi hanno deciso di registrare le canzoni di epoche diverse in diversi studi, con una grande varietà di strumenti ed una tecnologia vintage e una cura del dettaglio davvero notevole, in modo da conferire un sound autentico e credibile alle composizioni. Ovviamente l’umorismo nero che da sempre li contraddistingue non può mancare anche in questi “nuovi” pezzi a partire dall’iniziale “Radio SCG” che è uno spot pubblicitario trasmesso da una radio metal e che fa il verso ai vari mostri sacri come Ozzy Osbourne, Judas Priest, Guns N’ Roses e altri.

Lo speaker radiofonico ci accompagna durante l’ascolto di questo album con divertenti ed inquietanti intramezzi, mentre la musica dei Lordi riesce ad evocare malvagie presenze che si paleseranno alla fine  di queste quindici tracce. L’intro incombente di tastiera dà il via all’ottantiana “Horror For Hire”, song trascinante e caciarona al punto giusto, a cui segue la danzereccia ed irresistibile “Shake The Baby Silent”. “Like A Bee To The Honey” è hard rock allo stato puro, mentre gli anni settanta sono rappresentati dalla ruvida “Blow My Fuse” e da “Zombimbo” che sembra provenire direttamente dalla penna di Simmons e soci. L’incalzante “I Dug A Hole In The Yard For You” è un pezzo in tipico stile Lordi con un chorus catchy e ruffiano al punto giusto, con la voce potente di Mr Lordi sempre in primo piano, mentre “Up To No Good” e “Cutterfly” riescono a catturare in pieno lo spirito degli anni ottanta risultando sguaiate, pacchiane, ma allo stesso tempo irresistibili.

Evil” è uno dei pezzi più robusti e veloci dell’intero dischetto, che osa di più rispetto al solito e che strizza l’occhio in certi frangenti al trash metal a cui segue la più ariosa “Scream Demon”, dalle ottime interazioni tra le tastiere e la chitarra di Mr. Amen. In conclusione, con questo “Killection” i Lordi hanno voluto mettersi più in gioco rispetto al passato, mantenendo ben presente il sound che da sempre li contraddistingue, ma osando anche in territori a loro meno affini e uscendo da quella comfort-zone che da sempre ha definito il loro stile. Apprezzabile anche l’idea di dividere questo lavoro in varie epoche temporali, variegando di più la loro proposta e facendoci gustare in questo greatest hits immaginario il meglio della loro carriera, una scelta originale che non possiamo fare altro che apprezzare e promuovere.

 

Etichetta: AFM Records/Soulfood Music

Anno: 2020

Tracklist: 01. Radio SCG 02. Horror For Hire 03. Shake The Baby Silent 04. Like A Bee To The Honey 05. Apollyon 06. SCG10 The Last Hour 07. Blow My Fuse 08. I Dug A Hole In The Yard For You 09. Zombimbo 10. Up To No Good 11. SCG10 Demonic Semitones 12. Cutterfly 13. Evil 14. Scream Demon 15. SCG10 I Am Here
Sito Web: http://www.lordi.fi/

eva.cociani

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Amo la musica a 360 gradi, non mi piace avere etichette addosso, le trovo limitanti e antiquate, prediligo lo street, il glam e anche il goth, ma non disdegno nulla basta che provochi emozioni. Ossessionata dalle serie tv, dalla fotografia, dai viaggi e dai live show mi identifico con il motto: “Live the life to the fullest”.

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