Lord Of The Lost – Recensione: Swan Songs III

I Lord Of The Lost sicuramente sono un gruppo che non sa stare con le mani in mano e neanche la pandemia è riuscita ad arrestare il vortice creativo della prolifica formazione di Amburgo. Li ritroviamo qui con “Swan Songs III”, atteso successore del fortunato “Swan Songs II”, in cui si ripete la vincente riproposizione di alcuni dei loro classici in versione orchestrale, qui tutti riarrangiati per l’occasione, che vengono raccolti in uno dei dischetti dell’album, mentre nell’altro troviamo composizioni nuove di zecca tutte registrate con la Lord Of The Lost Ensamble. Il risultato d’insieme è davvero molto compatto ed omogeneo, in quanto sia i nuovi brani che quelli riproposti in una nuova  veste sembrano completarsi e far parte di un unico quadro intrigante e ammaliante da scoprire lentamente.

Il sipario si alza con “A Splintered Mind”, caratterizzata da una narrazione profondamente emotiva che si fonde con bellissime armonie unite alla voce intensa e profonda di Harms, capace di enfatizzare ancora di più il testo che affronta tematiche molto importanti come le malattie mentali. Segue la power ballad “A One Ton Heart”, densa di atmosfere sognanti e struggente malinconia. E’ poi la volta di uno dei pezzi più riusciti di questo lavoro, “Dying On The Moon”, in cui la voce roca di Chris è in perfetta armonia con quella più eterea della cantautrice americana Joy Frost, e quello che ne esce è un saliscendi emozionale da brividi supportato da un tappeto sonoro incalzante e preciso, ma mai invadente, che cesella il tutto alla perfezione.

Zunya” ha un andamento che ricorda quasi un valzer e porta alla mente un immaginario fatto di sontuosi balli a corte e danze tra i cortigiani, mentre “Unfeel” narra di un amore tormentato scandito  dai rintocchi del pianoforte e dall’incedere dell’orchestra. Si continua con le incalzanti “Hurt Again” e la drammatica “Amber”, che aumentano di intensità man mano che si arriva alla fine mettendo in evidenza il range vocale e la bravura di Harms, a cui segue “We Were Young”, che vede la collaborazione della band con l’ Heaven Can Wait Choir, che suggella il potere della musica di unire diverse generazioni.

Per quanto riguarda il secondo CD, troviamo alcuni dei loro successi più recenti registrati nuovamente e arricchiti di nuovi arrangiamenti ed il risultato è davvero ottimo. E’ impossibile non apprezzare le nuove maestose versioni di “Loreley” o “Morgana”, prive del cantato in growl, ma non meno intense e convincenti, oppure  “Black Halo”, che presenta un ottimo bilanciamento tra le melodie di tastiera e le orchestrazioni sontuose e avvolgenti rendendo questa versione magistrale. Anche “In Silence”, originariamente tratta da “Empyrean” del 2016, mantiene altissimo il livello dell’album, che si conclude con l’epica cavalcata di diciotto minuti di “Letters To Home”. Un lavoro davvero imponente questo “Swan Songs III”, sicuramente adatto ai fan sfegatati della band, ma che potrebbe attirare anche un pubblico più vasto amante di queste sonorità. Dal canto nostro, non possiamo far altro che incensare un’opera di queste proporzioni e qualità.

 

Etichetta: Napalm Records

Anno: 2020

Tracklist: CD1: 01. A Splintered Mind 02. A One Ton Heart 03. Dying On The Moon (Feat. Joy Frost) 04. Zunya 05. Unfeel 06. Deathless 07. Agape 08. Hurt Again 09. Amber 10. We Were Young (Feat. Heaven Can Wait Choir) 11. 4’33 12. Dying On The Moon (Joyless Version) 13. We Were Young (Feat. Heaven Can Wai Choir –ZDF Version) CD2: 01. Loreley (Swan Songs III Version) 02. Morgana (Swan Songs III Version) 03. Black Halo (Swan Songs III Version) 04. Cut Me Out (Swan Songs III Version) 05. In Silence (Swan Songs III Version) 06. Seven Days Of Anavrin (Swan Songs III Version) 07. My Heart Is Black (Swan Songs III Version) 08. Letters To Home (Swan Songs III Version)
Sito Web: http://www.lordofthelost.de/

eva.cociani

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Amo la musica a 360 gradi, non mi piace avere etichette addosso, le trovo limitanti e antiquate, prediligo lo street, il glam e anche il goth, ma non disdegno nulla basta che provochi emozioni. Ossessionata dalle serie tv, dalla fotografia, dai viaggi e dai live show mi identifico con il motto: “Live the life to the fullest”.

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