Lizzy Borden – Recensione: Master Of Disguise

Per molti, il vero spirito della musica di Lizzy Borden si respira nei primi album più classici come “Love You To Pieces” e “Menace To Society” ma attraverso un signor atto preparatorio rappresentato  da “Visual Lies” per chi scrive l’apoteosi del sound dell’artista di Los Angeles è contenuto in questo “Master Of Disguise”.

Una vera e propria opera rock in grado di rivaleggiare coi Savatage (senza superarli a onor del vero) piena di musicisti e arrangiamenti azzeccati ma dove la vera forza sono i pezzi dalla struttura semplice ma dalle melodie ultra memorizzabili; il remaster 2007 pubblicato in occasione del venticinquesimo anniversario della Metal Blade è perfetto per usufruire al meglio del lavoro svolto in studio sotto la guida di Elliot Solomon e Alex Woltman e nientepopodimeno che Terry Brown al mixing.

Si parte da una vera orchestra (coinvolta su tutto l’album e registrata su 72 piste che per il 1989 era cosa inusuale) e la squillante voce del protagonista nella title track, una canzone che no smetterete di canticchiare nonostante a distanza di quasi 30 anni risulti tutto sommato lineare; il collettivo coinvolto (tre chitarristi, tre bassisti e due tastieristi) mette un po’ del suo in ogni pezzo rendendo l’album omogeneo e mai noioso.

L’interpretazione di Lizzy Borden è la sua migliore di sempre e magistralmente concepita in studio insieme ai produttori: il nostro infatti registra varie tonalità differenti creando un effetto corale che con unito a una band metal quadrata e l’orchestra forma un blend vincente (“Love Is A Crime”). “Sins Of The Flesh” è un pezzo tipicamente NWOBHM mentre “Phantoms” è un delle canzoni top del lavoro con le sue atmosfere orrorifiche e magniloquenti.

“Never Too Young” è una power ballad ottimamente interpretata da Lizzy (come si può vedere nel DVD del Making Of allegato alla versione remaster citata prima) mentre i ritmi salgono nuovamente in “Be One Of Us” e “Psychodrama” dove cori maestosi e atmosfere teatrali legate alla musica classica la fanno da padrone.

Chiude l’intensa scaletta una “We Got The Power” studiata appositamente per essere riproposta dal vivo e che diventerà uno dei marchi di fabbrica di Lizzy Borden con un gran utilizzo di fiati per rendere l’effetto ancor più pomposo; “Master Of Disguise” è un classico minore (non per valenza artistica ma per seguito) degli anni ’80 che però vi consigliamo di recuperare/rivalutare per il semplice piacere di trascorrere un’ora accompagnati da buona musica senza tempo.

Etichetta: Metal Blade Records

Anno: 1989

Tracklist: 01. Master Of Disguise 02. One False Move 03. Love Is A Crime 04. Sins Of The Flesh 05. Phantoms 06. Never Too Young 07. Be One Of Us 08. Psychodrama 09. Waiting In The Wings 10. Roll Over And Play Dead 11. Under The Rose 12. We Got The Power
Sito Web: https://www.facebook.com/Reallizzyborden/

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login