Serpentine – Recensione: Living And Dying In High Definition

Dopo un piacevole album di debutto intitolato “A Touch Of Heaven” pubblicato l’anno scorso, i Serpentine tornano alla ribalta con “Living And Dying In High Definition” in questo sorprendente 2011, anno in cui la fiamma del melodic rock / a.o.r. si mantiene più viva che mai grazie ad uscite discografiche veramente degne di nota: basti pensare, ad esempio, al debut album dei Lionville, a “In Progress” dei Work Of Art e a “Mercury’s Down” di Toby Hitchcock solo per citare qualche nome.

Le canzoni di questo comeback della band britannica bussano prepotentemente alla porta del vostro cuore con il loro battito rock: pian piano sarete rapiti da quel sound alquanto contagioso che non può lasciarvi indifferenti con quei ripetuti ed ostinati rimandi al profumo di “Excess All Areas”.

L’ascolto dell’album scorre via senza gravi intoppi e ci si accorge di assaporare un ritorno che seppur non perfetto (a tratti risulta anche troppo ripetitivo ed i suoni potevano essere assolutamente migliori) sa donare emozioni positive e qualche piccolo grande brivido con quelle sonorità che si sorreggono su punti di forza quali ritornelli ‘assassini’ ed eccellenti ricami di tastiere di Gareth David Noon, autore di una performance veramente lodevole. Tony Mills offre una prova vocale assolutamente ispirata.

“Philadelphia”, con quelle chitarre tenaci, è enfatizzata da tastiere spaziali ed è baciata da dei chorus d’assalto in pieno Shy style dei tempi d’oro che vi faranno venire i brividi. “Dreamer” si fa largo cavalcando imperterrita in un’atmosfera simil epica per tutta la sua durata dove il singer si trasforma in abile condottiero ‘class and melody’ combattendo una nobile battaglia in nome dei sogni  e ci travolge con dei ritornelli ancora una volta inebrianti e magicamente vincenti. Ascoltando “Where Do We Go From Here”, invece, vi sembrerà di vagare leggeri come una piuma in territori di pura estasi melodica con quei ritornelli Asia connected che tolgono il fiato.

Living And Dying In High Definition” non è certamente un capolavoro ma piacerà ai molti class rockers che da tempo chiedevano a gran voce un altro platter dal sound simile a quello proposto in “Excess All Areas”, monster album degli Shy pubblicato nel 1987.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Aor Heaven

Anno: 2011

Tracklist:

01. Deep Down (There's A Price For Love)
02. Philadelphia
03. Dreamer
04.  Love Is Blue
05. Where Do We Go From Here?
06. Cry
07. Best Days Of Our Lives
08. Heartbreak Town
09. Nuremberg
10. Forgotten Heroes


Sito Web: http://www.myspace.com/planetserpentine

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