Danzig – Recensione: Live On The Black Hand Side

Glenn Danzig rimane uno dei personaggi più singolari del panorama rock mondiale. Un tempo front man di Misfits e Samhain, negli anni novanta s’è buttato su di una carriera solista decisamente di successo, almeno agli inizi. Questo live arriva quindi a colmare un vuoto che perdurava da diversi anni. Il problema è che lo fa in modo pessimo. L’album è il collage di due concerti diversi uno del 1992, l’altro più un collage di estratti del tour si Santans Child 2000. Gli estratti dei primi due si spartiscono il primo CD che compone questo ‘Live On The Black Hand Side’, mentre le registrazioni più recente occupano tutto il secondo disco. Il primo problema che lascia decisamente interdetto l’ascoltatore è l’assoluta mancanza di omogeneità fra i concerti, o meglio fra i primi due (tutto sommato accettabili con il primo decisamente superiore al secondo) e la terza parte che solo l’ufficialità della confezione non ce la fa ritenere un bootleg di terz’ordine. Il rock ossianico e darkeggiante di Danzig mantiene di certo il suo fascino primitivo e la qualità di certe composizioni non si discute, ma non si può massacrare ‘Mother’ (da sempre il pezzo di maggior successo) con una versione tanto mal registrata e mal eseguita come sulla traccia conclusiva di questo doppio live. Il secondo CD è veramente da buttare e questo non giova al giudizio complessivo di un lavoro che era comunque atteso da molti anni. A rimetterci maggiormente comunque è proprio Danzig con quel suo cantato a metà fra Ian Astbury dei Cult e Jim Morrison, che avrebbe sicuramente beneficiato maggiormente di una produzione migliore e soprattutto ancor meno gli giova l’inserimento asettico dei brani (uno dopo l’altro addirittura tagliando completamente l’interazione artista pubblico) che mortifica totalmente la sua personalità istrionica. In definitiva un live sottotono, poco significativo e mal confezionato. Nonostante le oltre due ore di musica non ci sentiamo di consigliare l’acquisto se non ai fan e comunque anche a loro raccomandiamo cautela.

Voto recensore
4
Etichetta: Restless / Self

Anno: 2001

Tracklist: Tracklist: CD 1 (Registrate a: Irvine Meadows 1992) Godless / Left Hand Black / How The Gods Kill / Dirty Black Summer / Pain In The World / Evil Thing / Halloween II / Not Of This World (Registrate a: Seattle Center Arena 1994) Killer Wolf / Little Whip / Going Down To Die / Bringer Of Death / Stalker Song / Long Way Back From Hell CD 2 (Registrate a: durante il Satans Child Tour 2000) Satans Child / 7th House / 5 Finger Crawl / Unspeakable / Lilin / Her Black Wings / It’s Coming Down / Do You Wear The Mark / Until You Call On The Dark / Deep Belly Of The Beast / She Rides / Twist Of Cain / Mother

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