G3 – Recensione: Live In Tokyo

Un anno già particolarmente significativo si conclude in maniera più che degna per gli appassionati di sei corde, con l’arrivo puntuale del circo chiamato G3, che quest’anno vede come protagonisti, oltre agli immancabili Joe Satriani e Steve Vai, il ritorno di John Petrucci. Se Babbo Natale vi ha messo questo live sotto l’albero la notte del 24, ha fatto di sicuro una buona scelta.

Non ci sono grosse sorprese ad osservare il disco: ottimi suoni, grafica essenziale, booklet costituito quasi esclusivamente da foto, l’unica nota negativa è il fatto che il doppio CD contenga solo 11 pezzi (Petrucci da solista suona solo due brani: si vede che quest’anno è stato più cattivo degli altri), che sono obiettivamente pochi indipendentemente dalla loro lunghezza. Anche i musicisti di accompagnamento, naturalmente, sono nomi di tutto rispetto; spiccano tra gli altri Mike Portnoy (indovinate per chi suona?), i geni del basso Matt Bissonnette e Billy Sheehan, Tony MacAlpine e Dave Weiner alle chitarre ritmiche. Insomma, una vera e propria sfilata di nomi celebri, che non lasciano un momento di tregua al pubblico giapponese che ha avuto la fortuna di vedere lo spettacolo dal vivo.

Anche la scelta dei brani è come sempre piuttosto oculata, in quanto tende, per ogni anno che passa, a dare maggior spazio a brani meno conosciuti del solito, anche se i pezzi dei singoli sono caratterizzati da una serie di variazioni ed improvvisazioni tali che in certi momenti si perde il filo della canzone. D’altra parte, se questo non succedesse, non staremmo parlando del G3. “Up In Flames” dell’alieno Satriani, ad esempio, è preceduta da oltre tre minuti di improvvisazione totale, e anche Petrucci, di solito molto preciso e rigoroso nelle sue esecuzioni, si lascia andare a una serie di considerevoli modifiche nelle sue esibizioni. Da Vai invece c’è da aspettarsi di tutto, anche il fatto che accosti un brano nuovo e dal titolo impossibile come “K’m-Pee-Du-Wee” al divertissement storico che ha titolo “The Audience Is Listening”. Inoltre, come in ogni spettacolo che si rispetti, il meglio è tenuto in serbo per il finale, assicurato come sempre da una grande jam che mette in evidenza tutte le doti dei musicisti e permette loro di giocare con le note e di modificare secondo il proprio gusto brani immortali come “Foxey Lady” e “Smoke On The Water”.

Avete ancora sullo stomaco il pranzo di Natale e i suoi insopportabili codazzi di parenti? Avete ricevuto come regalo mutande bianche di due taglie più larghe e non trovate altri modi per riconciliarvi con il mondo? È l’occasione giusta per salire sul circo G3, per lasciare da parte il negativo e riscoprire qualcosa di bello. Questo, naturalmente, a patto di essere attratti dalle chitarre in modo quasi maniacale; in caso contrario il disco potrebbe fare una brutta fine.

Voto recensore
7
Etichetta: Epic

Anno: 2005

Tracklist:

Disco 1:
01- Glasgow Kiss
02- Damage Control
03- The Audience Is Listening
04- Building The Church
05- K’m-Pee-Du-Wee
Disco 2:
01- Up In Flames
02- Searching
03- War
04- Foxey Lady
05- La Grange
06- Smoje On The Water


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