Recensione: Live At Donington

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Recensione: Live At Donington

Whitesnake

Track Listing

01. Slip Of The Tongue
02. Slide It In
03. Judgement Day
04. Slow An Easy
05. Kitten’s Got Claws
06. Adagio For Strato
07. Flying Dutchman Boogie
08. Is This Love
09. Cheap An’ Nasty
10. Crying In The Rain (featuring Tommy Aldridge )
11. Fool For Your Lovin'
12. For The Love Of God
13. The Audience Is Listening
14. Here I Go Again
15. Bad Boys
16. Ain’t No Love In The Heart Of The City
17. Still Of The Night
18. We Wish You Well

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Era il 18 agosto del 1990, Coverdale sul palco di Castle Donington mostra con orgoglio l’ultimo atto di forza della sua creatura: prima di riporre in naftalina, per qualche anno, il serpente bianco.

Live At Donington” è un concerto molto atteso dai fan, finalmente una testimonianza video ufficiale che immortala Steve Vai alle prese con il repertorio dei Whitesnake. Entrato in formazione poco prima del termine delle registrazioni di “Slip Of The Tongue”, album che segnò uno stop forzato e prolungato per Coverdale a causa dei scarsi dati di vendita (solo un milione di copie…erano altri tempi!), Vai fece in tempo a lavorare solamente sugli arrangiamenti di canzoni già scritte e registrate da Adrian Vandemberg: partner in crime per molti anni accanto all’ex Deep Purple.

L’aspetto più interessante del DVD è senz’altro la performance del gruppo, Coverdale canta e dimena la chioma come non avrebbe più fatto, da grande leone del palcoscenico mostra tutto il suo repertorio d’ammiccamenti ed una voce, ai tempi, invidiabile: King Lion! Il trio Vandember/Sarzo/Aldridge, affiatato da moltissimi concerti suonati insieme a supporto di “1987″, garantisce un meccanismo ritmico perfetto, compatto e coeso, su cui lo strabiliante Vai brilla di luce propria grazie al talento chitarristico divino di cui è dotato.

Da un punto di vista tecnico l’audio è la parte migliore del DVD, potentissimo e nitido, mentre per le riprese video bisogna tener presente che trattasi di una registrazione del 1990, le telecamere non sembrano sempre ben posizionate, le riprese migliori sono state effettuate sul lato destro del palco, con fin troppi piani a 3/4 su i protagonisti mentre sono praticamente assenti riprese a campo lungo, che potevano catturare il gruppo in toto. Anche il colore non fa impazzire, un tantino scuro ma questi sono piccoli dettagli, “Live At Donington” è un documento interessante e molto piacevole che a suo modo segna un’epoca.

Se un difetto lo si può trovare è nella track list, vi sono troppi brani estratti da “Slip Of The Tongue”, che anche in versione live mostrano uno scarso appeal, mentre per quanto riguarda la selezione delle canzoni storiche il buon Dave avrebbe potuto scegliere ben altro dal suo vasto repertorio. Ciò non toglie la spettacolarità dei Whitesnake in questa veste, cinque grandissimi professionisti che riuscino ad incantare e stendere il pubblico di Castle Donington.

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