Winger – Recensione: Live

Dopo la straordinaria apparizione al Nuovo Estragon di Bologna dell’anno scorso, l’attesa per il primo live ufficiale degli Winger era a dir poco spasmodica. Ed è un attesa completamente ripagata, e senza sorprese. Ecco, forse proprio questa è la pecca, una pecca che riguarda esclusivamente il DVD, davvero povero di contenuti extra che avrebbero potuto arricchirne l’offerta. La sostanza della musica, comunque, c’è, ed è ciò che conta. Una scaletta praticamente perfetta, che sacrificava un po’ a sorpresa l’ultimo buon album della band ("IV") per concentrarsi su una sorta di compilation del passato, pur messa insieme secondo parametri che andavano al di là del semplice successo commerciale, come aveva avuto modo di sottolineare Rod Morgenstein prima del concerto. Un modo di ricongiungersi ai fan e ringraziarli per l’attesa, insomma.

Che dire della performance? Ineccepibile da un punto di vista tecnico, ma anche emozionante, trascinante nelle impennate di pezzi come l’anthemica "Easy Come Easy Go" o l’agilissima "Your Great Escape", uno degli estratti da "IV". Un Kip Winger quasi in trance agonistica, perfettamente a proprio agio nella veste di cantante/frontman e bassista, ma capace anche di calarsi con passione ed efficacia alle tastiere per l’intimismo di "Rainbow In The Rose" o "Headed For A Heartbreak". Reb Beach e Rod Morgenstein danno prova di perizia tecnica e capacità di divertirsi, vent’anni dopo l’album che li aveva imposti all’attenzione mondiale. Come diceva sempre Morgenstein, la quasi automatica assimilazione che la gente faceva degli Winger rispetto ai gruppi hair metal in voga nella seconda metà degli anni ’80 fa quasi sorridere, se si pensa alla statura assoluta di musicisti come il batterista e il chitarrista di questa band che dal vivo si conferma un fiume in piena. Lo spirito è talmente fresco che anche le più sbarazzine "Can’t Get Enough" e "Seventeen", in chiusura del set "ufficiale", suonano frizzanti e convincenti più che mai. Emozione spoglia ed avvolgente per "Who’s The One" e "Miles Away", un Kip Winger inarrivabile, prima della chiusura a squarciagola con "Madalaine".

Ad impreziosire quest’uscita, la versione acustica di "Blue Suede Shoes", da "IV", in cui risaltano ancor più le venature pomp di questo splendido pezzo.

Un’ottima maniera per conoscere gli Winger, un must assoluto per gli appassionati che lo attendevano da anni.

Voto recensore
8
Etichetta: Frontiers

Anno: 2007

Tracklist: CD1:

01. Blind Revolution Mad
02. Loosen Up
03. Easy Come Easy Go
04. Your Great Escape
05. Down Incognito
06. Rainbow In The Rose
07. Generica
08. Junk Yard Dog

CD2:

01. Right Up Ahead
02. Reb’s Guitar Solo
03. You Are The Saint, I’m The Sinner
04. Rod’s Drum Solo
05. Headed For A Heartbreak
06. Can’t Get Enough
07. Seventeen
08. Who’s The One
09. Miles Away
10. Madalaine
11. Blue Suede Shoes (Acoustic Version)

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