Arena – Recensione: Live

Con una regolarità che sembra calcolata a tavolino ecco arrivare tra le nostre mani il “terzo” live per i progster Arena che fa seguito a ‘Welcome To The Stage’ e ‘Breakfast In Biarritz’ e va a fotografare l’ultimo periodo della carriera del gruppo albionico. Già per il precedente album dal vivo era stato individuato un target preciso: i fan più oltranzisti del gruppo! Ed infatti questo doppio ‘Live’ (che sarà affiancato anche da una versione con DVD annesso a titolo ‘Live And Life’) va visto in un ottica “da collezionista” perché non aggiunge nulla di ciò che già conosciamo dell’universo Arena ed anzi dimostra alcuni limiti tecnici della band che per evitare scivoloni di cattivo gusto si attiene il più possibile fedele alla versione “studio” dei pezzi; John Mitchell (chitarra) a parte infatti i nostri non si sono mai dimostrati maghi del pentagramma ma hanno sempre basato le proprie composizioni sul mood e su atmosfere rarefatte. Balza poi in primo piano, anche per il carattere di “raccolta” del CD in questione, quali siano sempre state le primarie influenze (e qualcosa di più…) dell’Arena sound: i Marillion era Fish (guarda caso “stazione di partenza” del batterista Mick Pointer) e alcuni passaggi vagamente “metal” dei conterranei e contemporanei Threshold. A conti fatti si evince che non sempre l’eccessiva prolificità sia foriera di altrettanta qualità quindi non ci vergogniamo di sottolineare come, nonostante l’assenza di difetti oggettivi, si poteva ampiamente fare a meno di questa uscita.

Voto recensore
5
Etichetta: Verglas/Frontiers

Anno: 2004

Tracklist:

Disc One

01. Witch Hunt
02. An Angel Falls
03. Painted Man
04. This Way Madness Lies
05. Spectre At The Feast
06. Skin Game
07. Salamander
08. Bitter Harvest
09. City Of Lanterns
10. Riding The Tide
11. Cutting The Cards
12. Ascension

Disc Two

01. Serenity
02. Chosen
03. Double Vision
04. Hanging Tree
05. (Don’t Forget To) Breathe
06. The Butterfly Man
07. Enemy Without
08. Solomon
09. Jericho
10. Crying For Help VII


alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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