35007 – Recensione: Liquid

Luogo dell’incontro: Boston. Interno alla Ennet House, casa di recupero per tossicodipendenti. Interno alla Enfield Tennis Academy. Questi gli scenari in cui ci si muove all’interno del mastodonte ‘Infinite Jest’, romanzo di David Foster Wallace. La trama delle oltre mille pagine è il racconto della ricerca della pizza originale di un film underground e pericoloso, la cui visione cancella ogni desiderio che non sia quello di rivedere la pellicola, all’infinito, fino alla morte. Un romanzo che mette a dura prova, parte, rallenta, accelera, si ferma, fluttua. Pare proprio che la colonna sonora per quel film inventato da un’abile penna la abbiano scritta a posteriori i 35007. Hanno inventato il loro film, si chiama ‘Liquid’, è elegante, dipanato in quattro movimenti strumentali, a cavallo fra psichedelia e stoner. Un disco elegante, senza alcun dubbio, talmente fuori dagli schemi che riesce a non annoiare, a non lasciarsi andare all’autoindulgenza, a catturare ed a scorrere via fresco e arioso verso territori che noi medesimi gli potremmo suggerire. Come se questo disco fosse quasi l’inno della società delle menti, composto pensando al loro disfacimento, lento ed inesorabile. Volendo a tutti i costi trovare una linea di paragone, ci si può appigliare ad alcuni passaggi di ‘Crystalline’ dove ritroviamo i colori di Alan Parson quando era l’ottimo visionario strumentale alle prese con Edgar Allan Poe, per il resto è un drappo di seta blu che avvolge e conquista, assolutamente liberatorio.

Voto recensore
8
Etichetta: Stickman / Self

Anno: 2002

Tracklist:

Tracklist: Tsunami / Crystalline / Evaporate / Voyage Automatique


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