Liquid Tension Experiment – Recensione: LTE 3

Una delle sorprese musicali di questo 2021, abbastanza avaro di uscite di un certo rilievo, è stata sicuramente la reunion dei Liquid Tension Experiment (dopo che l’inclusione di Jordan Rudess nella formazione dei Dream Theater nel 1999 aveva di fatto decretato la fine di questo supergruppo)… ma soprattutto il fatto che un nuovo album fosse già pronto per la pubblicazione. Mike Portnoy si era riavvicinato all’amico John Petrucci per l’album solista di quest’ultimo ma qui si vanno ad aggiungere anche due pezzi da novanta della scena progressive come lo stesso Rudess e Tony Levin (King Crimson, Peter Gabriel tra gli altri) per uno degli album sicuramente più attesi dai fan di progressive metal ultratecnico in salsa strumentale.

L’operazione “LTE 3” è però innegabilmente ruffiana perché sembra di essere capultati direttamente al 1999 non fosse per la produzione più al passo coi tempi. Il titolo dell’opener “Hypersonic” è assolutamente in linea con quanto ci è dato ascoltare: un Portnoy funambolico, come non si sentiva da anni, gli accordi aperti dei sintetizzatori, un gran riff di Petrucci e il suono grave del Chapman Stick di Levin. Inoltre le parti soliste di chitarra e tastiera vanno a rispolverare melodie che non percepiamo da anni nei dischi dei Dream Theater… non male sentire un gruppo di musicisti ormai tra i 50 e i 70 anni eseguire partiture del genere e con questo piglio.

“Beating The Odds” ha un mood ottantiano in stile Dixie Dregs mentre le tastiere squarciano l’atmosfera nella porzione solista con suoni quasi acidi; la chimica tra i quattro musicisti sembra non essersi affievolita e le due settimane passate in segreto in uno studio di New York hanno generato un lavoro davvero ispirato seppur poco distante dai primi due lavori… in sintesi l’effetto sorpresa viene a mancare ma la qualità è di primissimo livello.

Il riff di “The Passage Of Time” sembra provenire dall’ultima era di Portnoy nei Theater ma il pezzo si espande grazie alla progressione di accordi di tastiera sulla quale poggia un Petrucci solista assoluto protagonista del pezzo; non mancano poi le jam improvvisate in studio, basso e batteria in “Chris & Kevin’s Amazing Odyssey” e piano/chitarra in “Shades Of Hope” che non aggiungono molto all’economia dell’album mentre è molto originale la riproduzione di “Rhapsody In Blue” di Gershwin.

La finale “Key To The Imagination” riassume tutte le caratteristiche del Liquid Tension Experiment sound con alcune citazioni da altre loro composizioni ma anche dal rock classico (a livello di riffing e break); a tutto questo vengono innestate da Rudess sonorità più moderne e la macedonia finale è assolutamente appetibile, lasciando all’ascoltatore un retrogusto piacevole che lo farà al più presto riprovare questa succulenta pietanza.

Etichetta: Inside Out Music

Anno: 2021

Tracklist: 01. Hypersonic 02. Beating The Odds 03. Liquid Evolution 04. The Passage Of Time 05. Chris & Kevin's Amazing Odyssey 06. Rhapsody In Blue 07. Shades Of Hope 08. Key To The Imagination

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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