Lionville – Recensione: Magic Is Alive

Formati a Genova dieci anni orsono dai fratelli Stefano ed Alessandro Lionetti, i Lionville giungono con “Magic Is Alive” alla pubblicazione del quarto album (il secondo per Frontiers), forti dei consensi raccolti dalle uscite precedenti e di un cantante – lo svedese Lars Säfsund (Work Of Art, Enbound) – in grado di proiettare immediatamente la band in un contesto ancora più internazionale. La via italo-svedese al rock melodico tracciata dai Lionville è dolce e sinuosa, corale e matura, solida e ragionevolmente prevedibile come gli amanti di queste sonorità chiedono. Forte di alcuni arrangiamenti che rifuggono le soluzioni troppo semplici, “Magic Is Alive” è sì ortodosso in tutti i suoi aspetti AOR – dai ritornelli ai suoni – ma mai banale: ogni brano presenta infatti una piccola virata inaspettata, un ricamo complesso oppure un’improvvisa accelerazione che lo rende se non unico, almeno in grado di comunicare una voglia di farcela superiore alla media.

La magia dei Lionville sta nella forza di una bella prova d’insieme, nell’evidente senso di coesione (“Runaway”), nella voglia di riempire ogni istante con l’energia armoniosa della musica: per quanto le sue tematiche sentimentali (“Finally You’re With Me”, “Into The Night”) finiscano per influenzarne i toni, che virano decisamente verso il rosa, il disco è pieno di un’energia bella e genuina, educata ma non troppo, messa al servizio di qualcosa che un poco rock lo deve pur sempre suonare. “Every Little Thing Leads Back To You” e “If You Don’t Know Me” sono probabilmente i due episodi-filetto in grado di meglio esaltare l’anima hard della formazione ligure: tirati e vigorosi, entrambi sorretti dalle linee di basso di un Giulio Dagnino sempre molto presente, si avvicinano entrambe a sonorità più fibrose, senza affatto sfigurare: se anche manca quel twist marpione di cui sono capaci Pretty Maids, Vega o Starbreaker – che in ogni caso suonano altro, o lo fanno in altro modo – la band dei fratelli Lionetti si rivela ancora una volta quadrata ed in grado di reggere senza scomporsi sollecitazioni più vigorose di quelle filtrate dai suoi romantici occhiali a tinte verdi (“Green-Tinted Sixties Mind”, Mr. Big, 1991). Il limite di questi dischi, forse connaturato alla suprema musicalità del genere, sta in quella scorrevolezza che tende ad appiattire la magia per placare appetiti adulti e già appagati e poco propensi a masticazioni difficili: certamente non vi è nessun obbligo di sovvertire o sperimentare, ma è pur vero che costruirsi un’identità riconoscibile senza ricorrere all’espediente di una consapevole diversificazione sembra un’impresa tanto lodevole quanto più ardua del necessario.

Per quanto linearità non coincida necessariamente con piattezza, l’ascolto dell’album finisce col trascinarsi un po’ svogliato nel corso degli ultimi brani (“I’ll Never Give My Heart Away” sembra messa lì per dirci che quando si riaccendono le luci, come al cinema, è ora di tornare a casa), perché le undici tracce sembrano più propense a ribadire un concetto, e fissare i contorni di una precisa proposta, piuttosto che ad introdurne qualcuno di nuovo: l’antipasto fusion di “Reaching For The Sky” è l’esempio perfetto della crisalide che potrebbe evolversi in una magnifica farfalla, e invece spicca sì il volo, ma con ali meno sgargianti del previsto. E se perfino la title-track suona poco intrigante, significa che nel finale sottotono di “Magic Is Alive” sia energie che ispirazione arrivano col fiato corto. Considerato nel suo complesso, a questo disco difettano solo un po’ di focus ed un po’ di sconsiderato coraggio nel mischiare le carte, facendosi carico delle magnifiche – o magari meno – sorti e progressive. Se da un lato dispiace, perché gli ingredienti per lasciarsi tentare da irriverenza e sfrontatezza ci sono già tutti, dall’altro conforta il dato di un prodotto di classe (quasi) tutta italiana, formalmente impeccabile, suonato col cuore ed adatto a mostrare quello che i Lionville sanno fare bene, molto bene, oggi.

Etichetta: Frontiers Music

Anno: 2020

Tracklist: 01. Nothing Without You 02. You're Not Alone 03. Runaway 04. Finally You're With Me 05. Every Little Thing (Leads Back To You) 06. If You Don't Know Me 07. Living With The Truth 08. Reaching For The Sky 09. I'll Never Give My Heart Away 10. Into The Night 11. Magic Is Alive
Sito Web: facebook.com/LIONVILLEofficial

Marco Soprani

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Folgorato in tenera età dalle note ruvide di Rock'n'Roll dei Motorhead (1987), Marco ama fare & imparare: batterista/compositore di incompresa grandezza ed efficace comunicatore, ha venduto case, lavorato in un sindacato, scritto dialoghi per una skill di cucina e preso una laurea. Sfuggente ed allo stesso tempo bisognoso di attenzioni come certi gatti, è un romagnolo-aspirante-scandinavo appassionato di storytelling, efficienza ed interfacce, assai determinato a non decidere mai - nemmeno se privato delle sue collezioni di videogiochi e cuffie HiFi - cosa farà da grande.

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