Danger Zone – Recensione: Line Of Fire

Date la colpa al grunge se non avete potuto godere dei lavori di questa ottima band italiana per quasi venti anni.. I Danger Zone nascono a Bologna, per iniziativa del chitarrista Roberto Priori, nei primi anni 80. Grazie alla realizzazione dell’ep “Victim Of Time” del 1984, il loro nome inizia a fare il giro dei circuiti live sia italiani che esteri e nel 1987, dopo un concerto di supporto ai Saxon, viene loro offerto un vero e proprio contratto discografico con l’obiettivo di sfondare sul mercato americano, all’epoca molto ricettivo alla proposta di hard-rock melodico del quintetto bolognese. Purtroppo, a causa di problemi legali tra l’etichetta e il manager, la band dopo aver registrato questo “Line Of Fire” si trova con il disco di debutto fermo ai box e costretta a vendere parte della propria attrezzatura pur di riuscire a volare negli States e cercare di raccogliere i frutti dopo tanti sforzi.

Ebbero dei buoni riscontri calcando i palchi dei club della California, ma come ben saprete la scena di L.A., nei primi 90, fu decimata dall’onda “nera” del grunge e i nostri misero da parte i sogni di gloria e si sciolsero. Ma grazie al passaparola tra tutti gli aor-lovers e gli addetti ai lavori, le tracce di questo debutto hanno raggiunto lo status di cult-gems e ora con qualche decennio di ritardo i Danger Zone decidono di tornare insieme e pubblicare finalmente, grazie ad Avenue Of Allies, questo album di debutto.
Tutti i brani hanno un tiro micidiale, anche la produzione è di livello superiore, c’è grande perizia tecnica da parte dei musicisti con la voce di Giacomo Gigantelli che gioca un ruolo fondamentale nel sound della band grazie ad un timbro che è un curioso connubio tra quello di Don Dokken e Ted Poley dei Danger Danger. La title track ci dà il benvenuto e siamo subito travolti da un granitico mid-tempo sorretto da ottime tastiere e un ritornello stellare. “Children Of The Revolution” cover dei T-Rex è qui resa, in chiave Ratt, in modo entusiasmante,  mentre con “Walk Away” abbiamo a che fare con una ballad dalla caratura enorme. Se fosse entrata nella playlist di qualche radio dell’epoca, probabilmente ancora oggi la ritroveremmo inserita in una qualsiasi compilation delle migliori ballad ottantiane insieme a Poison, Bon Jovi e compagnia bella. “Hardline” è una traccia di sculettante street-metal con il solito refrain immediatamente assimilabile. “The Hunger” è la canzone più dura del cd, con influenze di Accept e Maiden facilmente ricinoscibili anche nel cantato, ma la band ce la propone mostrando  comunque personalità e abilità tecnica soprattutto nell’assolo centrale di Priori, davvero notevole.

Abbiamo aspettato veramente troppo per ascoltare questo album, ma la pazienza è stata ripagata con dieci gioiellini che hanno resistito alla prova del tempo e suonano freschi e accessibili per chiunque ami questo genere. Dunque i Danger Zone sono tornati, pronti a farvi assaporare tutto quello che vi eravati persi negli anni in cui il vostro chiodo era finito nell’armadio sostituito da quelle odiose e tristi camicie di flanella. In attesa del nuovo album, procuratevi “Line Of Fire” e andateli a vedere dal vivo. Una fantastica riscoperta.

Voto recensore
8
Etichetta: Avenue Of Allies / Frontiers Records

Anno: 2011

Tracklist:

01. Line Of Fire
02. Children Of  The Revolution
03. Walk Away
04. Fingers
05. State Of The Heart
06. Hardline
07. The Hunger
08. Let Me Rock
09. That's Why I Fell In Love With You
10. Love Dies Hard


Sito Web: http://www.dangerzoneweb.com

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