Derdian – Recensione: Limbo

I Derdian senza una label? Ma è un delitto! Non sappiamo se si tratti di una scelta della band o di una mancanza di offerte serie, ma dopo tre ottimi dischi (gli ultimi due con la prestigiosa Magna Carta) per “Limbo” i milanesi hanno intrapreso la strada dell’autoproduzione. Il nuovo lavoro è un concentrato di power symphonic metal, devoto a Rhapsody, Dark Moor ed Heavenly ed alla musica barocca, che ci regala orchestrazioni pompose, cori epici e trascinanti, che si stagliano su tematiche fantasy, come nella migliore tradizione del genere.

“Limbo” è il primo album a non fare parte della “New Era Saga”, ma le novità non finiscono qui, perché c’è da registrare un importante cambio di line-up: Ivan Giannini ha sostituito dietro al microfono Joe Cagianelli. Il nuovo frontman dimostra fin da subito di parlare la stessa lingua dei suoi compagni di viaggio, evitando di emulare i cantanti che hanno fatto scuola, ma cercando fin da subito uno stile proprio e distintivo. I dieci brani del cd sono lunghi e strutturati, architettati con gusto sopraffino ed uno spiccato senso della melodia e, anche se i Derdian non fanno gridare al miracolo se tiriamo in ballo l’originalità, le song sono talmente accattivanti e coinvolgenti, che si può tranquillamente passare sopra a questo dettaglio. L’opener “Dragon’s Life”, con i suoi stacchi neoclassici ed i saliscendi di chitarra, non ha nulla da invidiare alle hit di Luca Turilli, mentre nell’epica “Heal My Soul”, emerge l’abilità dei nostri nel costruire le canzoni come opere di musica classica, tra crescendo di archi e vorticose accelerazioni in doppiacassa, in cui Giannini mette in mostra una notevole carica intepretativa. I Derdian provano anche ad inserire alcune variazioni sul tema, come gli stacchi tribali della title track, ma i tradizionalisti non temano stravolgimenti all’interno di un canovaccio ormai ampiamente rodato e che ha permesso ai milanesi in questi anni di riscuotere un buon successo. “Limbo” conferma ancora una volta la qualità di una band, che ha capito che non ha senso scimmiottare i Rhapsody per colpire nel segno, ma ha dimostrato di aver acquisito da tempo un proprio marchio, che emerge prepotentemente tra i solchi del disco. I Derdian adottano come la band triestina passaggi cantati in lingua madre, ma non ne abusano, così come gli arrangiamenti sono lontani da uno stile cinematografico e boombastico, in favore di orchestrazioni eleganti, che seguono le linee tracciate spesso e volentieri dai tasti d’avorio, come nella conclusiva “Silent Hope”.

“Limbo” è un disco imperdibile per gli amanti del power metal sinfonico ed eroico, che ci presenta una band ispirata in fase di songwriting e concentrata solo sull’obiettivo di offrire buona musica ai propri fan. Un plauso davvero ai Derdian, che, pur facendo tutto da soli, ci hanno regalato un lavoro professionale sotto tutti i punti di vista.

Conteggio parole: 0
Ultima modifica di Alessandro Battini il 11 marzo 2013 alle 22:08

Voto recensore
7,5
Etichetta: Autoprodotto

Anno: 2013

Tracklist:

01. Carpe Diem (intro) 01:25

02. Dragon's Life 05:04

03. Forever In The Dark 07:15

04. Heal My Soul 06:32

05. Light Of Hate 05:16

06. Terror 06:31

07. Limbo 08:28

08. Kingodom Of Your Heart 06:12

09. Strange Journey 05:24

10. Hymn Of Liberty 08:04

11. Silent Hope 07:26


Sito Web: http://www.derdian.com/

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