Recensione: Lights From Oblivion

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Recensione: Lights From Oblivion

Adramelch

Track Listing

01. Lights

02. Aelegia

03.IslandsOf Madness

04. Truth Lies ...

05. Wonderful Magician

06. Beyond A Lifetime

07. Tides Of My Soul

08. Chiaroscuro

09. King (Of The Rain Of

Tomorrow)

10. Pain After Pain

11. We March, We Fail

12. Oblivion

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Terza release per gli Adramelch che con “Lights From Oblivion” fanno un ulteriore passo in avanti variando ulterirormente il loro stile. In questa nuova release infatti i milanesi miscelano alla perfezione melodic rock, progressive rock e progressive metal relegando l’epic metal in sottofondo.

L’abilità dei nostri è di riuscire a inserire tanta musica e tante idee in brani che in media rimangono entro i cinque minuti (due soli pezzi superano i sei minuti di lunghezza), permettendo così anche ai non amanti del prog di gustare in pieno le variazioni melodiche e l’abilità dei musicisti. La produzione di “Lights From Oblivion” non è male anche se non si allinea certo al meglio presente sul mercato, ma di certo il mixaggio effettuato ai noti Finnvox studios ha contribuito a rendere più dinamico il risultato finale.

Forse l’unico punto debole del disco è proprio la grande eterogeneità e un distacco abbastanza evidente dall’epic progressive metal delle origini, che di certo non farà felici molti fan della prima ora.

L’iniziale ‘Lights’ si ascolta senza che colpisca più di tanto, ma la situazione cambia di molto già con la successiva ‘Aelegia’, dalle tinte più epiche, in cui l’incredibile linea vocale di Vittorio Ballerio è protagonista fin dall’inizio del pezzo. Il timbro originale, suadente e colmo di pathos del singer italiano (difficile trovare in tutta la scena metal un altro cantante che gli assomigli) è sempre stato un marchio di fabbrica di grande livello per la band e sicuramente uno dei motivi che ha reso il debutto “Irae Melanox” una cult release.

Nel prosequio della tracklist, quando ci imbattiamo nella dinamica ‘Truth Lies …’, ci rendiamo anche conto della grande maestria dei musicisti degli Adramelch, dai chitarristi Gianluca A. Corona (chitarra ritmica/acustica e secondo membro originale insieme a Vittorio della line-up storica) e Fabio Troiani (chitarra solista) al bassista Maurizio Lietti, sempre in evidenza. La song successiva, ‘Wonderful Magician’, una sorta di melodic rock dalle tinte epiche, rende ancor più pregevole l’abilità dei nostri su ritmi quieti e rilassati, che rendono affascinanti i contributi delle ammalianti chitarre.

La tracklist propone poi anche ulteriori varianti come il rock moderno di ‘Beyond A Lifetime’, che proprio non può essere inserito in ambito metal o ancora la bella strumentale ‘Chiaroscuro’, che fa intravedere riferimenti ad un certo prog anni ’70. Nella lunga e melanconica rock song ‘Tides Of My Soul’ troviamo come ospite alla voce Alex Mereu degli Holy Martyr (in un duetto riuscito con Vittorio), che ricambia così il favore fatto a suo tempo da Ballerio (in “Hellenic Warrior Spirit”).

Le parti di chitarra acustica della sofisticata ‘King (Of The Rain Of Tomorrow)’ rendono ancor più ricco il menu di un disco che cresce indiscutibilmente di ascolto in ascolto. Probabilmente i vecchi fan più metal oriented continueranno a preferire “Irae Melonox” e “Broken History”, ma “Lights From Oblivion” ha comunque numerosi motivi di interesse e diventa il terzo tassello in una discografia corta ma senza punti mediocri.

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