Life Of Agony – Recensione: A Place Where There’s No More Pain

Il ritorno dei Life Of Agony dopo dodici anni di silenzio discografico rappresenta senza mezze misure uno degli eventi dell’anno: vuoi perché con il loro capolavoro “River Runs Red” i quattro di Brooklyn sono stati tra i campioni della scena alternative degli anni ’90, vuoi perché, ed è inutile nasconderlo, c’era grande curiosità di ascoltare il primo disco della band che vede ufficialmente alla voce Mina Caputo, dopo la coraggiosa scelta presa nel 2011 dal frontman Keith Caputo di rivelarsi come transgender e cominciare così una nuova vita. Torniamo a questo punto al presente per occuparci del nuovo album “A Place Where There’s No More Pain” e per dire che ci troviamo di fronte a un ottimo platter.

Siamo infatti al cospetto di dieci tracce di rock sporco e vissuto, ma dall’animo romantico e in cui più di una volta fanno capolino melodie vincenti al limite del pop, nell’accezione più positiva del termine. Il riffone massiccio e trascinante della opener “Meet My Maker” non fa prigionieri, sviluppando un pezzo che coniuga con sapienza aggressività ritmica e linee vocali catchy. Ci muoviamo sulle medesime coordinate con l’altrettanto riuscita “Right This Wrong” e con la title track a seguire: breve, frenetica e dotata di un refrain iper melodico e ficcante. La passionale “Dead Speak Kindly” arriva saggiamente a calare il ritmo e a scongiurare ogni pericolo di monotonia, “A New Low” fa salire le quotazioni alternative del disco con il suo incedere ossessivo e improvvisamente nervoso e scatenato.

La seconda metà dell’album è inaugurata dalla veloce e diretta “World Gone Mad”, al termine della quale si rifiata con l’atmosferica “Bag Of Bones”, pregevolissima grazie alla sentita interpretazione di Mina Caputo. “Walking Catastrophe” ci riporta alle strutture solide ascoltate inizialmente, “Song For The Abused” parte in punta di piedi ma non tarda pure lei a pestare duro. Si chiude in maniera sperimentale con l’estemporanea “Little Spots Of You”, tre minuti e mezzo tra pianoforte, archi e suoni digitali.

I quaranta minuti di durata del disco scivolano insomma via fin troppo velocemente; le canzoni che lo compongono sono così fresche e coinvolgenti che giunti al termine se ne vorrebbe qualcuna in più. I Life Of Agony ci hanno dunque fatto aspettare parecchio, ma se il risultato doveva essere un album come “A Place Where There’s No More Pain” ne è davvero valsa la pena.

Voto recensore
8
Etichetta: Napalm Recordsa

Anno: 2017

Tracklist: 01. Meet My Maker 02. Right This Wrong 03. A Place Where There’s No More Pain 04. Dead Speak Kindly 05. A New Low 06. World Gone Mad 07. Bag Of Bones 08. Walking Catastrophe 09. Song For The Abused 10. Little Spots Of You
Sito Web: http://www.lifeofagony.com

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login