Rammstein – Recensione: Liebe Ist Fur Alle Da

Dopo un mezzo passo falso come “Rosenrot” e quattro anni di silenzio, li aspettavamo al varco…Per fortuna il nuovo album “Liebe Ist Fur Alle Da” (“L’Amore C’è Per Tutti”) ce li riconsegna proprio come li aspettavamo: plastificati, esagerati, terribilmente kitsch! E il disco introduce anche delle novità da non sottovalutare, a cominciare da un corpo ben più metallico, con delle chitarre armonizzate all’inverosimile e “grasse”, come vuole la tradizione “tanz metall”, sempre in primo piano. Già l’opener “Rammlied” (“Ramm-canzone”) preme sull’acceleratore e ci mostra dei Rammstein poco elettronici e molto metallici: Till Lindemann canta con grande energia, ricorrendo sporadicamente al growl. Una formula ripresa alla perfezione nella successiva “Ich Tu Dir We” (non a caso “Ti Faccio Male”), un brano veloce e ridondante. Sia chiaro, le costruzioni melodiche sono sempre molto semplici e i ritornelli studiati alla perfezione perché si imprimano nell’ascoltatore senza grossa fatica, ma accidenti, come ci si diverte!

Le trombe che introducono “Waidmann’s Heil” (“Il Saluto Del Cacciatore”) danno il via a un brano epico e possente, reso molto oscuro e pomposo dai ricami sinfonici/industrial, ponte ideale per “Haifisch” (“Squalo”) brano dannatamente synth pop che pare una versione in tuta di PVC dei Depeche Mode! C’è qualche episodio incolore nella parte centrale dell’album che abbassa un pizzico la portata qualitativa del lavoro…ma poi, ecco arrivare un singolo incredibile come “Pussy” (qui non c’è bisogno di traduzione…) che subito ci scappa una grossa risata e ci verrebbe voglia di brindare alla fi…scusate, alla vita, insieme a questi tamarri tedeschi! “Pussy” è un brano irresistibile, grintoso e ballabile. Il video, praticamente un film porno, è stato censurato ovunque, la canzone però, è veramente intrigante, da godere tutta d’un fiato e a giudizio di chi scrive, con enormi potenzialità dal vivo.

Non ultimo, c’è spazio (poco, ma c’è) anche per il romanticismo, con la delicata semi-ballad “Fruhling In Paris” (“Primavera A Parigi”), con un uso ragionato della lingua francese e delle tastiere a renderla molto vintage e la conclusiva “Roter Sand (“Sabbia Rossa”), un brano rilassato e irrorato di melodia, stranamente solare e tranquillo, considerati gli standard della band.

I Rammstein ci regalano dunque un episodi discografico da non sottovalutare: sfacciati, eccessivi, laccati, esattamente come li volevamo. Bentornati, bastardi!

Voto recensore
7
Etichetta: Universal

Anno: 2009

Tracklist:

01. Rammlied
02. Ich Tu Dir Weh
03. Waidmann’s Heil
04. Haifisch
05. B******
06. Fruehling In Paris
07. Weiner Blut
08. Pussy
09. Liebe Ist Fur Alle Da
10. Mehr
11. Roter Sand


andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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