Recensione: Rocks – La mia vita dentro e fuori dagli Aerosmith

Chi di noi non conosce Joe Perry o si è ritrovato nella vita a canticchiare una delle celeberrime canzoni da lui composte insieme all’amico Steven Tyler degli Aerosmith? Praticamente tutti a meno che non siate vissuti sulla luna negli ultimi cinquanta anni. Una band gli Aerosmith fondamentale per generazioni e generazioni di fan che attraverso le loro canzoni ha formato orde di rockers e anche influenzato numerosissimi gruppi che noi tutti seguiamo anche oggi.

Rocks – La mia vita dentro e fuori dagli Aerosmith” è la biografia di Joe Perry finalmente  disponibile anche in italiano tramite Tsunami Edizioni in cui il chitarrista racconta la sua storia senza remore e dove si mette completamente a nudo partendo dagli inizi, fino all’ascesa e al successo con tutti i pro ed i contro che ne conseguono arrivando anche ai momenti bui e alla sua caduta che lo hanno portato a lasciare la band nel 1979 per poi ritrovare un equilibrio personale grazie all’amore di sua moglie Billie e al successivo ritorno negli Aerosmith. Perry nasce a Lawrence nel Massachussets nel 1950 da padre statunitense figlio di immigrati portoghesi e dalla madre statunitense di origini italiane docente di educazione fisica e cresce a in una piccola cittadina chiamata Hopedale. Scopre l’amore per la musica grazie ai Beatles, ma il suo idolo è Jerry Lee Lewis e subito dopo inizia anche la sua passione per la chitarra che lo porta a lasciare il liceo e a formare le prime band, fino all’incontro con Tom Hamilton mentre lavora in una tavola calda e successivamente a quello con Steven, Joey e Brad.

La band raggiunge il successo negli anni settanta, ma a causa degli abusi di droghe, alle incomprensioni e ad una pessima gestione manageriale si crea una frattura profonda che porta la fuoriuscita di Perry dal gruppo e la conseguente nascita del suo progetto solista chiamato Joe Perry Project. Finanziariamente Perry è in rosso mentre la sua prima moglie Elyssa continua a tenere un tenore di vita al di sopra delle loro possibilità e per questo lui si concentra sempre di più sul lavoro, dall’altro canto anche gli Aerosmith con Jimmy Crespo alla chitarra non se la passano certo meglio, con Steven che collassa frequentemente sul palco tanto che dopo sei mesi anche Brad decide di mollare la band e di fondare i Whitford St. Holmes e collaborare saltuariamente con il Project. Dopo la nascita del suo primo figlio Adrian e la separazione dalla moglie Perry assolda Tim Collins come manager, realizza il terzo lavoro solista “Once A Rocker, Always A Rocker” e va in tour aprendo per gli ZZ Top e li conosce la sua futura moglie Billie.

Grazie alla ritrovata stabilità sia finanziaria che emotiva si riavvicina a Steven e agli Aerosmith tornando nella band in pianta stabile. La loro carriera riprende sotto Geffen Records con l’uscita di “Done With The Mirrors” anche se le vendite sono tutt’altro che spettacolari, ma il punto di svolta avviene quando Rick Rubin propone loro una collaborazione con i rapper Run DMC di cui lui stava producendo l’album. “Walk This Way” diventa un successo planetario grazie anche alla heavy rotation su Mtv. Inizia subito dopo la loro proficua collaborazione con Desmond Child con l’uscita degli hit “Dude (Looks Like A Lady)” e “Angel” e da qui il grande punto di svolta con un ritrovato successo e una nuova generazione di adepti della Blue Army (la fan base degli Aerosmith) a consacrare la carriera del gruppo. La loro ascesa è inarrestabile grazie anche al brano “I Don’t Want To Miss A Thing” presente nella colonna sonora del kolossal di Jerry BruckheimerArmageddon-Il Giudizio Finale”, singolo che per la prima volta li porta al primo posto in classifica.

Con il successivo “Just Push Play” i rapporti tra la band si fanno molto tesi e praticamente non si ritrovano più per comporre tutti insieme, ma si presentano in studio solo per registrare le loro parti. Ad incrementare queste tensioni sono anche i vari problemi di salute sia di Steven che di Joe, il primo sta male e deve operarsi alle corde vocali, mentre il secondo dopo la sostituzione di un legamento al ginocchio ha difficoltà a camminare e comincia ad abusare degli antidolorifici prescritti dai dottori. Perry anche in questo frangente non si risparmia nel raccontare i dettagli più scomodi e mostra con innato candore tutte le sue emozioni e fragilità facendo emergere il suo lato più sensibile e umano.

Il punto centrale del libro è comunque il suo legame fortissimo e alle volte molto complicato con l’altro Toxic Twin, Steven Tyler, amico fraterno di una vita che molte volte lo porta al limite quasi all’esasperazione, ma che nei momenti difficili gli da sempre forza sia al funerale del padre o quando gli prenota un aereo privato per portarlo in clinica per disintossicarsi. Una biografia “Rocks – La mia vita dentro e fuori dagli Aerosmith”, onesta che racconta al lettore molte curiosità ed aneddoti sulla storia di una delle più importanti band di tutti i tempi grazie ad una narrazione molto completa e precisa. Da avere assolutamente, magari come bel regalo sotto l’albero di Natale!

Etichetta: Tsunami Edizioni

Anno: 2021


Sito Web: https://joeperry.com

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