Abysmal Dawn – Recensione: Leveling The Plane Of Existence

Atmosfere cupe ed oscure per la terza uscita dei deathster americani Abysmal Dawn. La band californiana ci allieta con un death fortemente influenzato da sonorità black e dal death di provenienza nord europea. Inoltre, si sente la presenza di band come Deicide, Immolation e Morbid Angel. All’ascolto  questo “Leveling The Plane Of Existence” riesce a calarci nell’atmosfera fredda e buia necessaria a farci sentire partecipi delle dieci song che compongono l’album.

Il cd si apre con una traccia strumentale, precisamente un intro eseguito con il pianoforte, che va ad accompagnarsi alla strumentale “Our Primitive Nature” caratterizzata dal suono di un membranofono che però di primitivo ed atavico ha ben poco. Si viaggia subito su alte velocità con “Pixilated Ignorance” canzone tirata pressochè dall’inzio alla fine e dotata di un assolo dal vago sapore “nileggiante”. Bello ed evocativo il riff iniziale di “In Service Of Time” semplice, carico di tensione e  non banale. Anche qui fa capolino un assolo, ma è un elemento che ritroveremo in quasi tutte le song. Questi sono tutti di ottima fattura, ben scritti e magistralmente eseguiti.

Le canzoni, in generale, non sono eseguite tutte a velocità folli, ma giocano più sull’alternanza con momenti più “tranquilli” come in “Perpetual Dormancy”. Il capitolo più riuscito dell’album potrebbe essere individuato in “Manufactured Humanity”, canzone dotata di una buona struttura e un bel riff trascinante, ma è solo una questione di gusti personali. Le song si equivalgono quasi tutte come valore, non ce n’è una che ha più “peso” di un’altra. Questo a sottolineare l’abilità del terzetto nel dare vita ad un album a tutto tondo. Chicce sono la presenza di Moyses Kolesne chitarrista dei Krisiun e Kragen Lum degli Heathen. Inutile sottolineare le competenze strumentali dei tre, ci sanno fare, ed il fatto che forse è uno dei pochi album registrati e mixati decentemente che mi è capitato di sentire da qualche mese a questa parte. Altrettanto inutile dire che forse non esmprimono il massimo della fantasia in fase di ideazione, ma l’album riesce a rapire l’ascolto e a farci sentire nella mente i riff anche dopo avere spento il lettore.

Voto recensore
7
Etichetta: Relapse Records

Anno: 2011

Tracklist:

01.The Age Of Ruin

02.Pixilated Ignorance

03.In Service of Time

04.Rapture Renowned

05.Our Primitive Nature

06.Perpetual Dormancy

07.Leveling the Plane of Existence

08.Manufactured Humanity

09.My Own Savior

10.The Sleeper Awakens


Sito Web: www.myspace.com/abysmaldawn

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