Graal – Recensione: Legends Never Die

Mistificando la realtà potrei sostenere di aver perso il mio personale Graal ma, tornando con i piedi per terra, avevo semplicemente perso le tracce di questo promettente gruppo romano: mea culpa.

Parafrasando il titolo, se per leggende si identifica l’origine da cui trae spunto il suono dei Graal (Uriah Heep, Kansas, Led Zeppelin, Deep Purple, Thin Lizzy, ecc.) come dar loro torto! Traggono origine da un sound immortale, che non cesserà mai di conquistare nuovi adepti. Trattasi dello stesso suono che da un paio di stagioni ha scosso, spesso a sproposito, le anime di alcuni giornalisti musicali, che a tutti costi sembrano voler dare lustro a prodotti scarsi ma di moda. Mi riferisco a quella parte della scena nordica che ha riscoperto il piacere per il vintage rock, ove la maggior parte dei casi trattasi di prodotti di scarsissimo rilievo, senza arte ne parte, con il solo ‘merito’ di sfruttare registrazioni scadenti che qualcuno scambia per vintage.

Sarebbe interessante carpire un’opinione da alcuni di questi dotti su “Legends Never Die”. Non può essere considerata solamente una virtù provenire dalle terra dei vichinghi e delle renne: i Graal ci dimostrano, nuovamente, che il talento non conosce passaporto. La Bloodrock Rec, con distribuzione Black Widow, sono una garanzia sulla qualità del prodotto, due etichette da sempre attente a quei fenomeni musicali legati, con passione ed intelletto, alle sonorità degli anni 60/70.

Avanti a tutta forza, “Gods Of War” irrompe trascinata dall’Hammond e da guitar riff di chiara matrice anglosassone, anche questa volta vengono  a galla le influenze legate al progressive dei seventies, con quel tocco barocco reso celebre dalle composizioni dei Kansas. I Graal dimostrano di essere tra i migliori custodi, anche a livello internazionale, del suono hard vintage, carico d’energia e calore.

Tra qualche settimana uscirà l’atteso nuovo album degli Uriah Heep, quale occasione per procuarsi entrambe le copie di “Legends Never Die” e “Into The Wild”, dai padri ai figli dell’hard rock, due dischi che gli estimatori del genere avranno solo di che gioire.

In rock we trust

Voto recensore
8
Etichetta: Bloodrock Records/Black Widow

Anno: 2011

Tracklist:

01. Il Ballo Di Caterina
02. Gods Of War
03. Maybe Tmorrow, Maybe One Day
04. Keep on Movin'
05. Across This Land
06. The Sky Over Dublin (To Miriam)
07. I'll Find A Way
08. Time To Die
09. Ocean's Tides
10. Stay
11. Winter Song


Sito Web: http://www.myspace/graalmusic

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. Danilo

    Ciao sono Danilo…il tastierista dei Graal…
    ti ringrazio per la recensione!!!
    Rock On!!!

    Reply

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