Led Zeppelin – Recensione: Houses Of The Holy

Houses Of The Holy” dei Led Zeppelin è un capolavoro. Basterebbero queste poche e semplici parole per descrivere il quinto album della cricca formata da Robert Plant, Jimmy Page, John Paul Jones e Bonzo Bonham. Un capolavoro che parte subito con una copertina ispirata al romanzo “Le Guide Del Tramonto” (“Childhood’s End” in lingua originale) di Arthur C. Clarke.
Un disco che per anni non è riuscito a scalfire il successo dei suoi predecessori, ma che il tempo ha svelato in tutta la sua bellezza. Un pugno di canzoni che hanno mostrato il talento nascosto – ma non troppo – della band, quel John Paul Jones capace di firmare insieme a Page e Plant pagine di storia (“No Quarter”, avete presente?).
E’ l’album dei molti colori, dei molti generi musicali sviscerati con maestria, ma che si apre con un “classico” intitolato “The Song Remains The Same”. Canzone rock dinamica, efficace e assolutamente Zeppelin. Il passo successivo è la melanconica “The Rain Song”, con un Plant ispirato come non mai. Una ballata romantica dove il folk tanto caro a Page ritorna con convinzione. “Over The Hills And Far Away” invece è una canzone dallo stupefacente riff acustico di Page, che ti tira dentro e conquista in pochissimi secondi. Una canzone che precede l’incredibile – almeno per i canoni della band – “The Crunge”, brano funky che suonato a pieni polmoni dal mai troppo rimpianto James Brown avrebbe fatto furore.
E poi il capolavoro assoluto, la gemma: la ballata fantasy “No Quarter”. Stupefacente canzone che unisce oscurità, prog, psichedelia ed il piano elettrico di John Paul Jones. Perfezione.
Un album da molti rivalutato e da tanti altri amato con ancora più forza. Un disco che racconta la storia di una band in cerca di strade diverse, preda di divisioni e dipendenze (Page e Bonham) ma capace di scrivere ancora canzoni memorabili. Note attaccate ancora alla pelle di chi non ha mai smesso di ascoltare il rock stupendosi di come questa fantastica musica possa cambiare pelle secondo dopo secondo.

Voto recensore
8,5
Etichetta: Atlantic Records

Anno: 1973

Tracklist: 01. The Song Remains the Same

02. The Rain Song

03. Over the Hills and Far Away

04. The Crunge

05. Dancing Days

06. D'yer Mak'er

07. No Quarter

08. The Ocean
Sito Web: https://www.facebook.com/ledzeppelin/?fref=ts

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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