Asphyx – Recensione: Last One On Earth (ristampa 2006)

In contemporanea al debutto ‘The Rack’ Century Media ripubblica anche questo secondo album della band olandese. ‘Last One On Earth’ è probabilmente l’apice della carriera per gli Asphyx, sia per la fama raggiunta che per la qualità dell’opera. Proseguendo sulla strada tracciata con il precedente disco il gruppo pulisce parzialmente il suono che diventa più crudo e nitido, ma non rinuncia del tutto allo “sporco” death/doom che avevano regalato profondità al loro stile. Si concretizzano così brani d’impatto e spessore come ‘The Krusher’ e ‘Serenade In Lead’ (probabilmente il brano più veloce e “Slayer-oriented” dell’intera carriera per gli Asphyx). Sempre sugli scudi la voce tormentata ma comprensibile di Martin Van Drunen che si occupa ancora una volta delle liriche (ad esclusione di quelle già scritte prima del suo ingresso in formazione). Come non restare affascinati dall’affondamento della magnifica Bismarck, una epica moderna che la voce disperata del nostro sottolinea con drammaticità. Scenario apocalittico anche per la bellissima title track, un po’ Candlemass nell’incedere, ma senza il conforto della fede ad arginare la distruzione. Semplicemente intelligente (cosa rara più di quanto si creda) e libera dai cliché una song come ‘Food For The Ignorant’: il culto del Bene o del Male non sono contrapposti, sono solo due modi diversi di imbrigliare l’uomo, chi crede di combattere le catene della religione tramite un’altra fede non ha nessuna soluzione da proporre. Un disco ricco di idee che qui viene ripresentato insieme al mini-album ‘Crush The Cenotaph’ e al demo ‘Asphy’. Non fatevelo scappare questa volta…

Etichetta: Century Media / Emi

Anno: 1993

Tracklist:

01.M.S. Bismark

02. The Krusher

03. Serenade In Lead

04. Last One On Earth

05. The Incarnation Of Lust

06. Streams Of Ancient Wisdom

07. Food For The Ignorant

08. Asphyx (Forgotten War)

09. Crush The Cenotaph

10. Rite Of Shades

11. The Krusher.2

12. Evocation (Live)

13. Wasteland Of Terror (Live)

14. The Sickening Dwell

15. Conjuration Of Choronzon (Evocation)

16. Diabolical Existence


riccardo.manazza

view all posts

Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login