End Of Green – Recensione: Last Night On Earth

Mai gli End Of Green sono stati indispensabili per iniettare vitalità al movimento gothic-dark e, con questo ‘Last Night On Earth’, non si adoperano altro che per confermare le precedenti impressioni.

Il five-piece tenta di mescolare flavour di act come Katatonia e Type O Negative, cercando di inserire nel calderone massicce dosi di U.S. alternative sound, con referenze che vanno dai Soundgarden sino ad arrivare ai fenomenali Tool.

Sulla carta queste intersezioni apparirebbero fresche e attraenti, diversamente tutto sfocia in breve tempo in una parvenza di fitta inespressività che rende di difficile assimilazione il naturale fluire delle tracce. I teutonici, giunti al quarto album, soffrono a dismisura, come del resto diverse altre band ultimamente, di una fastidiosa e debilitante sindrome da songwriting.

Sottolineando queste premesse ed essendo usciti solamente pochi mesi fa con il precedente album ‘Songs For A Dying World’, era strettamente necessario concertare in fretta e furia le nuove composizioni per giungere a simili risultati?

Si potrebbe suggerire ai tedeschi una ben più prolungata sosta ai box, sia per apportare sostanziali migliorie all’assetto generale e, soprattutto, per far meglio interagire i nuovi additivi e componenti che stentano, al momento, ad agire da propulsori.

Voto recensore
4
Etichetta: Silverdust / Audioglobe

Anno: 2003

Tracklist: 01 Evergreen
02 Tormented Sundown
03 Demons
04 Dying In Moments
05 Queen Of My Dreams
06 Tragedy Insane
07 Highway 69
08 Melanchoholic
09 Emptiness / Lost Control

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