Last In Line – Recensione: II

Nati per portare avanti lo spirito e la pesantissima eredità di Ronnie James Dio e la sua band, i Last In Line arrivano alla seconda prova in studio con gli occhi puntati addosso dopo l’ottimo esordio e dopo che il cantante Andrew Freeman si è distinto anche nella collaborazione con Mike Slamer per l’album targato Devil’s Hand.

Nel singolo “Blackout The Sun” viene messo in chiaro che le coordinate stilistiche rimangono identiche e viene data nuovamente prova di straordinaria potenza, esattamente come ci si poteva aspettare. L’album procede nella medesima direzione, con i Last In Line che avanzano come un bulldozer, innestando robuste dosi di epicità e melodia in una proposta musicale ancorata all’hard rock classico e imperniata sulla chitarra di Vivian Campbell e sulla granitica sezione ritmica formata da Vinny Appice e Phil Soussan. “Gods And “Tyrants” aggiunge interessanti squarci di melodia, “Landslide” e “Year Of The Gun” puntano su un approccio più veloce e diretto, ma la sostanza non cambia: qui non si cerca di scrivere la storia della musica, ma di ricordare chi comanda. Il riffing di Campbell si fa sinistro e minaccioso nel numero ad effetto “Give Up The Ghost”, intrigante nell’incipit maideniano di “The Unknown”. Il senso di urgenza che permea la cavalcata di “Electrified” e la trascinante “False Flag” sono altri tasselli di un album che, pur non eccellendo sempre per vivacità ed inventiva, non lascia un attimo di respiro.

Voto recensore
7
Etichetta: Frontiers Records

Anno: 2019

Tracklist: 01. Intro 02. Black Out the Sun 03. Landslide 04. Gods and Tyrants 05. Year of the Gun 06. Give Up the Ghost 07. The Unknown 08. Sword From the Stone 09. Electrified 10. Love and War 11. False Flag 12. The Light
Sito Web: http://www.lastinlineofficial.com/

giovanni.barbo

view all posts

Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login