Ring Of Fire – Recensione: Lapse Of Reality

Ritornano i Ring Of Fire del dotato singer Mark Boals (ex-Malmsteen) con il terzo studio album. In occasione di ‘Lapse Of Reality’, Mark riunisce una line up composta da nomi ben noti nel panorama del metal melodico e dell’A.O.R.: Tony MacAlpine alla chitarra, Virgil Donati (Planet X) alla batteria, Philip Bynoe (Steve Vai) al basso e Steve Weingart alle tastiere. Tuttavia la titletrack, posta come episodio iniziale del disco, risulta spiazzante per chi si potrebbe aspettare un approccio esclusivamente A.O.R. o neoclassico: i tappeti di riff tessuti da Tony MacAlpine sono spessi e taglienti, l’accompagnamento di tastiere ha un sapore vagamente purpleiano e su tutto il brano aleggia un che di “moderno”, percepibile anche nello stile mediamente più aggressivo di Mark. La song citata non è un episodio isolato, ma trova numerosi punti di continuità in tracce quali ‘Machine’, brano pesante e dai ritmi disarticolati, e ancora su ‘Don’t Know (What You Are Talking About)’, che muovendosi tra cascate di riff e cambi di tempo continui, sembra guardare con una certa insistenza ai Dream Theater dell’ultimo periodo. Non mancano però brani inseribili nel contesto dell’hard rock melodico: citiamo ‘Saint Fire’, dalle melodie cristalline e dalla grande raffinatezza esecutiva, o la suadente ballad ‘You Were There’, pregiata dall’ottimo assolo finale di Tony MacAlpine e dall’inaspettato ingresso dei cori. Ottima inoltre ‘The Key’, potenziale “hit single” dal refrain memorizzabile e con intriganti ricami tessuti da chitarra e tastiere. Altri pezzi pagano invece un tributo al periodo “malmsteeniano” di Mark Boals. Stiamo parlando di ‘Perfect World’ e di ‘Faithfully’, episodi carichi di risvolti epici, emozionanti fughe di tastiera e cori pregni di atmosfera, tesi a dare un tocco di neoclassico al tutto. Nel complesso ‘Lapse Of Reality’ è un buon lavoro, la classe esecutiva dei musicisti coinvolti non incontra cedimenti e lo stile di Mark Boals è come sempre stabile su alti livelli. Vi ricordiamo soltanto che così tanta “carne al fuoco” implica un ascolto attento e ragionato e che alcuni pezzi mostrano la volontà di esplorare lidi sonori inediti per la band che potrebbero lasciare un po’ di amaro in bocca ai fan della prima ora.

Voto recensore
7
Etichetta: Frontiers

Anno: 2004

Tracklist:

01.Lapse Of Reality
02.Saint Fire
03.Change
04.That Kind Of Man
05.You Were There
06.Perfect World
07.Machine
08.The Key
09.Don’t Know (What You Are Talking About)
10.One Little Mistery
11.Darkfall
12.Faithfully
13.Lapse Of Reality (Long Version, Bonus Track)


andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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