Ewigkeit – Recensione: Land Of Fog

L’etichetta slovacca Metal Age porta alla nostra attenzione gli Ewigkeit, one man band britannica che ruota attorno alla figura dell’eclettico polistrumentista e cantante Mr.Fog (!), orgoglioso misantropo che si definisce nella biografia come un ‘ricercatore’ in campo musicale. In effetti il presente ‘Land Of Fog’ è un disco piuttosto complicato da etichettare, poiché paga un tributo in ugual misura tanto alle sonorità classiche quanto alla dark wave contemporanea, grazie all’utilizzo di samples elettronici e distorsioni vocali. L’album è dunque una sorta di punto di incontro tra la tradizione e il futuro, in massima parte si muove su lidi atmosferici e malinconici, ritmi lenti ed un background lirico ermetico e intimista. Benché la biografia insista nel definire ‘estrema’ la proposta degli Ewigkeit, sappiate che su questo CD non troverete pressoché nulla che appartenga al citato filone, se non le growling vocals di Mr. Fog, che spesso e volentieri però, si alternano al cantato pulito. Tra i brani che colpiscono maggiormente la nostra attenzione citiamo l’opener ‘Tired Face’, in cui i riff di chitarra di derivazione classica si incontrano con tastiere dal sapore folk e partiture elettroniche, e la strumentale ‘Interlude’, ballad psichedelica ed elettronica in cui pare di scorgere echi degli Hawkwind. Interessanti anche ‘The Doomsday Machine’, in cui i ritmi si fanno ancora più lenti e pesanti e il growling di Mr. Fog si rende più ‘cavernoso’ e la conclusiva ‘Escapologies’, buon esempio di metal futuristico contaminato da samples oscuri e disturbanti. Bisogna riconoscere che la formula sonora di ‘Land Of Fog’ non va incontro a grosse variazioni e in una visione d’insieme i brani sono un poco simili tra loro, ma la nuova release degli Ewigkeit è comunque un ascolto interessante, consigliabile a chi è alla ricerca di un sound personale e senza troppe forzature.

Voto recensore
6
Etichetta: Metal Age

Anno: 2002

Tracklist:

01.Tired Face
02.Super Sonic Blue Thunder
03.Not All There
04.The Only Way
05.Interlude
06.Land Of Fog
07.Yesterdays Rain
08.The Doomsday Machine
09.Escapologies


andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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