Lalu – Recensione: Paint The Sky

Il tastierista francese Vivien Lalu, oltre ad essere figlio d’arte, è da qualche anno uno dei musicisti più interessanti dell’underground progressive metal europeo e arriva al fatidico traguardo del terzo album cambiando per la terza volta etichetta discografica, approdando dopo Lion Music e Sensory al vanto nazionale Frontiers Records.

Prima di descrivere brevemente questo nuovo “Paint The Sky” vogliamo subito mettere in chiaro le cose: Vivien ha fatto nuovamente le cose in grande… e non ci riferiamo alla solita lista di ospiti interessanti ma all’idea compositiva senza barriere che permea l’album, non fossilizzato solo su chitarre corpose e voci declamatorie come in passato (non c’è più il possente Martin LeMar) ma aprendo a tematiche musicali più ariose nella migliore tradizione prog inglese come si evince già da “Reset To Preset”. Il pezzo è magistralmente guidato dall’ex Threshold (oggi negli Arena) Damian Wilson e dal batterista Jelly Cardarelli (ex Adagio) che non ricordavo così tecnico e completo; entrambi i musicisti hanno avuto parte attiva al processo occupandosi di testi e concept il primo, produzione e mix il secondo.

“Emotionalised” ha una sezione ritmica quasi jazz per un pezzo che flirta con la world music e un’altra bella prova vocale di Wilson che si esprime su registri che avevamo già apprezzato nel progetto Headspace; il nostro duetta nella canzone che da il titolo all’album col redivivo Steve Walsh ma in questa traccia è presente anche un’altra serie impressionante di ospiti (Alessandro Del Vecchio, che si è occupato anche del mastering dell’album, Tony Franklin, Gary Wehrkamp e Jens Johansson).

Un altro musicista di prim’ordine come Marco Sfogli arricchisce la power ballad d’ispirazione Yes “Witness To The World” con un sentito assolo seguito a ruota da Simone Mularoni (che aveva suonato sull’album precedente) sul singolo “The Chosen Ones” pezzo dall’ipnotico groove iniziale di Cardarelli: la melodia è raffinata e “aperta” e vira verso un prog metal più classico nella porzione centrale.

Il gusto compositivo ed esecutivo di Lalu, già abbondantemente espresso nei primi due lavori viene sublimato su questo “Paint The Sky” anche grazie ad una “spalla” chitarristica, l’olandese Joop Wolters, che citiamo solo in chiusura ma che è determinante nel legare le trame tastieristiche del leader all’interno di composizioni che sembrano presentate da una vera è propria band per uno degli album più interessanti di questo 2022 ancora agli albori. 


Etichetta: Frontiers Music Srl

Anno: 2022

Tracklist: 01. Reset To Preset 02. Won't rest Until The Heat Of The Earth Burns The Soles Of Our Feet Down To The Bone 03. Emotionalised 04. Paint The Sky 05. Witness To The World 06. Lost In Conversation 07. Standing At The Gates Of Hell 08. The Chosen Ones 09. Sweet Asylum 10. We Are Strong 11. All Of The Lights 12. Paint The Sky (instrumental)
Sito Web: http://www.vivienlalu.com

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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