Lacuna Coil – Recensione: Black Anima

Un cerchio che si apre e chiude in nero, dall’italiano all’inglese con ritorno: i Lacuna Coil di “Black Anima” sono ancora una volta tessitori di emozioni e decisione, trovando compattezza dopo un periodo (quello recente) piuttosto complicato.

A tre anni da “Delirium” (mese più mese meno e con una diretta linea a collegarli) i nostri giocano su corde ben conosciute, rischiano il giusto e piazzano una frustata dopo l’altra, anche dalla prima “Anima Nera”, che come intro fa scivolare nel mood costruito con pazienza certosina dai milanesi. Suoni da anni di chiara matrice Usa, quadrati, decisi ma senza perdere il gusto della ricerca vocale che da sempre ha caratterizzato la ricerca musicale dei L.C. .

Un sound aggressivo e “violento”, tanto da ricordare da molto vicino l’impatto di chitarra e basso di certi Fear Factory a cavallo dei millenni. Ma l’impatto non è fine a sé stesso, perché come sempre a portare una luce tra le trame cupe e spesse c’è la voce di Cristina. Piace il mood malinconico, ma soprattutto piace la determinazione nel rendere profonde le canzoni. “Apocalypse” è la dimostrazione perfetta di questo passo: una voce che cambia costantemente, che abbraccia la trama di chitarra e che si salda alla voce di Andrea che urla disperazione, che lacera e che nell’unione dei due mondi funziona a perfezione.

C’è anche spazio per più squisitamente “nu” come “Now Or Never”, dove Ferro è protagonista assoluto, nero come la pece, prima della frustata di luce portata dal ritornello cantato da Cristina. Tra le migliori del disco “Veneficium”, dove la truppa tricolore conquista per una struttura melodica cupa e drammatica che si lega alla perfezione con la successiva “The End Is All I Can See”.

Con il disco agli sgoccioli si arriva a “Save Me” (tra le pieghe della voce di Cristina qualche personalissimo ricordo dei ricami provenienti da “Comalies” ed “Halflife”), canzone dalle emozioni concrete e che rappresenta il lato più “pop” della band a livello musicale. Dal punto di vista lirico è probabilmente una delle canzoni più dense d’emozione dei nostri, con una Cristina ispirata nel sussurrare cupa la voglia di non mollare neanche di un millimetro.

Nonostante gli anni passati in trincea, i dischi e le rivoluzioni all’interno della band, i Lacuna Coil mantengono la barra diritta e si confermano artisti capaci di reggere a pressioni e rivoluzioni. Un buonissimo disco da parte di una band che danza al limite di buio e luce.

Etichetta: Century Media

Anno: 2019

Tracklist: 1. Anima Nera (02:29) 2. Sword Of Anger (03:54) 3. Reckless (03:06) 4. Layers Of Time (04:07) 5. Apocalypse (04:18) 6. Now Or Never (04:42) 7. Under The Surface (04:13) 8. Veneficium (06:10) 9. The End Is All I Can See (04:17) 10. Save Me (04:36) 11. Black Anima (03:23)

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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