Lacrimosa – Recensione: Hoffnung

I Lacrimosa tagliano il significativo traguardo dei venticinque anni di attività ed eccoli ritornare sul mercato discografico con “Hoffnung” (“speranza”), nuovo studio album che arriva tre anni dopo “Revolution”. L’ultima prova in studio vedeva i Lacrimosa ormai devoti a un robusto gothic metal dai forti tratti sinfonici, evoluzione naturale di un percorso che ha portato la band ad avvicinarsi sempre più a queste sonorità già dal termine degli anni’90.

E’ interessante notare come “Hoffnung” non neghi affatto il canale espressivo usato da Tilo Wolff e Anne Nurmi in tempi recenti, ma questo è combinato a un sound prossimo alla darkwave degli esordi, molto lento e sofferto. Chiariamo subito che l’album non ripete le atmosfere funeree e disperate di opere come “Angst” o “Inferno”, tuttavia fa propri dei toni notturni e malinconici che la band tralasciava da un certo periodo.

In questo senso è signficativa l’opener “Mondfeuer”, che da inizio alle danze con un pezzo di ben quindici minuti, dove i Lacrimosa si dividono tra una solenne partitura di musica classica (che domina la canzone fin dopo la sua metà) per poi trasformarsi in un gothic/rock metal dove gli strumenti di genere si fanno robusti e graffiano, mentre la voce di Tilo, severa e sofferta, interpreta il brano con trasporto. Benchè la musica classica abbia significato molto per i Lacrimosa degli ultimi anni e alle registrazioni del disco abbia partecipato un’orchestra di ben sessanta elementi, questa è solo una delle facciate mostrate dal platter.

“Hoffnung” è metal sinfonico e moderno, ma è anche una riscoperta di quella darkwave più lenta e malinconica. “Unterwelt”, tra distorsioni e ficcanti basi elettroniche, vede il gruppo offrire un pezzo anthemico e potente in chiave Rammstein, ma ecco che viene subito negato dal successivo “Die Unbekannte Farbe”, brano sofferto e lento, con suoni spogli e riverberati. La bella “Thunder And Lightning” è l’ormai immancabile canzone in inglese affidata alla versatile voce di Anne, che qui offre un refrain ficcante e un accompagnamento dell’orchestra davvero piacevole.

Il meglio arriva però in occasione dei due brani speculari “Der Freie Fall – Apeiron, Part 1” e “Apeiron – Der Freie Fall, Part 2”, la prima quasi “silente” e interpretata da una voce arrendevole e triste, con archi e basi elettroniche sibilanti, la seconda invece fisica, muscolare, dalle distorsioni industriali forti e dissonanti.

“Hoffnung” ci consegna i Lacrimosa in una forma molto buona. La band sembra aver ritrovato un songwriting fresco e competitivo, riuscendo a condensare nell’album i tratti distintivi che l’hanno caratterizzata negli oltre due decenni di attività. Certo non si coglie in pieno quell’ennui dei tempi andati, ma di certo il disco non indugia su soluzioni troppo facili o al passo con i tempi. Bentornati.

 

Voto recensore
7
Etichetta: Hall Of Sermon

Anno: 2015

Tracklist:

01. Mondfeuer
02. Kaleidoskop
03. Unterwelt
04. Die Unbekannte Farbe
05. Der Kelch Der Hoffnung
06. Thunder And Lightning
07. Tränen Der Liebe
08. Der Freie Fall - Apeiron, Part 1
09. Keiner Schatten Mehr
10. Apeiron - Der Freie Fall, Part 2


Sito Web: http://www.lacrimosa.ch

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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