La Morte Viene Dallo Spazio – Recensione: Sky Over Giza

In Lombardia sono arrivati gli alieni e nessuno ci ha avvertiti. I telegiornali erano concentrati sulla manovra economica, per il governo non sono arrivati con i barconi quindi non costituiscono un problema, per X-factor erano già chiuse le selezioni, ed in ogni caso sarebbe stato un no. Ai cinque extraterrestri (accanto al tradizionale trio chitarra, basso e batteria appaiono flauto, effetti vocali e moog-theremin) allora tocca di arrangiarsi, trovare un nome inquietante e vintage (La Morte Viene Dallo Spazio), chiedere ospitalità alla francese Debemur Morti (in collaborazione con la Bloodrock Records di Genova), e ritagliarsi uno spazio in sala di registrazione tra Archgoat e In The Woods solo per pubblicare “Sky Over Giza“, 42 minuti di musica imparentata inequivocabilmente con la psichedelia dei Giobia (di cui il chitarrista Stefano Basurto è stato chitarrista e frontman), ma slegata dalla forma canzone, figlia in egual misura del Krautrock (i Tangerine Dream e soprattutto gli Ash Ra Tempel nei dodici minuti di divagazione cosmica “Sigu Tolo” e nelle tastiere effettate di “Mors Vocat“), degli Hawkwind e del deserto (la titletrack), una raccolta di improvvisazioni in grado di recepire la lezione che Paul Chain aveva rilasciato nei suoi dischi space rock ( sentite le voci filtrate e saturate di reverberi nella divagazione  “Zombies of The Stratosphere” e confrontatele con quelle in “Sign from Space” e “Cosmic Wind“). Verso la fine, proprio quando si inizia a nutrire la speranza che una forma di dialogo con questi suoni sia comunque possibile, giunge “Fever“, torrenziale (tredici minuti) e delirante viaggio senza ritorno verso lo spazio esterno, tra theremin e moog fuori controllo, feedback, arpeggi di elettrica e percussioni in loop. Il disco (un EP, secondo gli autori) viene pubblicato anche in cd, certamente, ma l’edizione in vinile, disponibile in dieci differenti versioni picture ispirate ad altrettanti corpi celesti rendono il supporto digitale praticamente inutile. Toh, chi l’avrebbe mai detto? Un’astronave è atterrata noi  nemmeno ce ne siamo accorti, troppo impegnati a sbertucciare Giacobbo.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Debemur Morti/Bloodrock Records

Anno: 2018

Tracklist: 01. Sky Over Giza 02. Zombies of the Stratosphere 03. Sigu Tolo 04. Mors Vocat 05. Fever
Sito Web: https://lamortevienedallospazio.bandcamp.com/album/sky-over-giza-2

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