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L.a. Guns – Recensione: The Missing Peace

In un’epoca di reunion volute solo per meri fini commerciali, asce di guerra seppellite grazie a ritrovate amicizie o più semplicemente una voglia comune e genuina di suonare di nuovo insieme, rende estremamente felici la pace fatta tra lo storico chitarrista degli L.A. Guns, Tracii Guns e il frontman Phil Lewis. Non ci è dato sapere quali siano le vere motivazioni dietro a tutto questo e francamente non ci interessano, quello che conta è invece una ritrovata alchimia tra i due che è emersa sia in sede live, anche nel nostrano Frontiers Rock Festival che in questo dischetto dove i nostri ripartono con queste dodici composizioni in cui si proiettano al futuro senza dimenticare il loro glorioso passato.

Innanzitutto basta guardare la copertina di questo “The Missing Peace” per far scendere subito una lacrimuccia ai più nostalgici fan delle pistole di Los Angeles in quanto il logo usato è quello originale, quello presente sul loro primo e imprescindibile album di debutto, l’unica novità risiede nel nome spezzato in due, quasi a voler far vedere le diverse entità della band divise per moltissimi anni, ma quì ricongiunte e desiderose di recuperare il tempo perduto. Quando premiamo il tasto play e ascoltiamo tutto d’un fiato questo lavoro sembra che il tempo non sia proprio passato, ma attenzione non si tratta di una auto celebrazione dei fasti di allora o la volontà di far felici i fan proponendo brani studiati a tavolino e che ricalchino i primi dischi di successo, troviamo composizioni di valore e che risultano fresche e al passo con i tempi merito anche di una ottima produzione.

It’s All The Same To Me” ha il compito di aprire le danze con un cadenzato e graffiante brano in cui spicca l’ipnotica voce di Lewis supportata a dovere da riusciti cori nella parte centrale del pezzo a cui segue la scheggia impazzita “Speed”, song terremotante e che ha una forza d’urto davvero notevole. Sulle stesse coordinate stilistiche anche la robusta “A Drop Of Bleach”, sfrenata cascata di note ruvide sostenute da una chitarra tagliente e da una sezione ritmica compatta e precisa seguita  dall’incalzante “Sticky Fingers” dove la voce roca e graffiante di Lewis emoziona ora come in passato, soprattutto nella parte centrale del pezzo più oscura e dark.

Dopo tanta enfasi è la volta di “Christine”, ballata dolce e malinconica al punto giusto, mentre la più scanzonata e frizzante “Baby Gotta Fever” ci riporta a ritmi più festaioli e sfrenati. Subito dopo è la volta della decisa “Don’t Bring A Knife To A Gunfight” sorretta dalla chitarra sinuosa di Tracii Guns e da un coro vincente che ci riporta ai fasti del Sunset Strip, quelli più viziosi e decadenti. “The Flood’s The Fault Of The Rain” è una electric ballad carica di tensione e pathos che ci accompagna verso gli ultimi brani del disco dove spicca “The Devil Made Me Do It”,  traccia assolutamente al passo con i tempi e dall’appeal formidabile e anche con la conclusiva “Gave It All Away”, caratterizzata da un suono epico e maestoso arriviamo inesorabilmente alla fine di questo dischetto soddisfatti di aver ritrovato una band in piena forma e rinvigorita da una ritrovata alchemia. Disco dell’anno?

Voto recensore
8,5
Etichetta: Frontiers Music

Anno: 2017

Tracklist: 01. It’s All The Same To Me 02. Speed 03. A Drop Of Bleach 04. Sticky Fingers 05. Christine 06. Baby Gotta Fever 07. Kill It Or Die 08. Don’t Bring A Knife To A Gunfight 09. The Flood’s The Fault Of The Rain 10. The Devil Made Me Do It 11. The Missing Peace 12. Gave It All Away
Sito Web: https://www.lagunsmusic.com/

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