L.a. Guns – Recensione: Made In Milan

Un’esibizione esaltante, come quella tenuta dagli L.A. Guns al mai troppo lodato Frontiers Festival l’anno scorso, meritava senza ombra di dubbio di ricevere una pubblicazione ufficiale. Ed ecco che, come accaduto già per altre band, il documento arriva bello fresco sui nostri impianti audiovideo.

Che dire, chiunque abbia partecipato al Festival sa che la band di Tracii Guns e Phil Lewis ha letteralmente spaccato, gettando tonnellate di pura energia su di un’audiance in visibilio sin dalle prime note. Chi invece non ha avuto la fortuna di partecipare all’evento, può adesso godersi, tranquillamente a casa propria, uno degli show più elettrizzanti dell’intera storia del FF.

La scaletta, che potete leggere direttamente qui sotto, è una vera bomba… dopo le prime tre canzoni già si capisce quanto la band sia carica. Il che testimonia come la ripresa del suono abbia conservato appieno il grezzo impatto percepito al momento. Un dato non necessariamente scontato, vista l’abitudine di ripulire e ritoccare che da sempre contraddistingue le pubblicazioni dal vivo.

In questo caso ci sentiamo di dire che la registrazione ha preservato tutto il feeling originale, tant’è che basta dare un ascolto alla recente “Speed”, così come proposta in sede live, per rendersi conto di come, al contrario, l’ultimo “The Missing Peace” sia forse un poco troppo clean.

Paragoni a parte, quello che lascia completamente soddisfatti è che gli L.A. Guns hanno portato in questo show tutta la forza di una carriera da top band, suonando perfettamente, ma senza risparmiare sudore e grinta, quasi fossero una formazione agli esordi… Attitudine perfetta, che ha regalato emozioni a go go a tutti i fan.

Se siete tra questi, che a questa giornata abbiate partecipato o meno cambia poco, è doveroso acquistare una copia di questo “Live In Milan” e consumarla dagli ascolti. Killer!

Voto recensore
S.V.
Etichetta: Frontiers Records

Anno: 2018

Tracklist: 01. No Mercy 02. Electric Gypsy 03. Killing Machine 04. Bow Solo/Over The Edge 05. Sex Action 06. Speed 07. One More Reason 08. Kiss My Love Goodbye 09. Don’t Look At Me That Way 10. Malaria 11. Never Enough 12. Jelly Jam 13. The Ballad Of Jayne 14. Rip And Tear

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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