Kremlin – Recensione: Kremlin (Ep)

Colpo gobbo della Svart Records? Molto probabile, perchè di sicuro sentiremo parlare ancora dei Kremlin. Finlandesi e parte della scena di rilettura del rock classico, questi simpatici hippies del Nord hanno trovato una formula personale e accattivante che a noi piace tantissimo e potrebbe spianare il loro percorso in salita.

I Kremlin si definiscono new wave of southern space rock, una definizione che in gran parte risponde al vero, perchè nella loro intrigante miscela confluiscono echi di Pink Floyd, King Crimson, Hawkwind, ma anche le atmosfere pungenti e noir dei Fields Of The Nephilim e dei primissimi Cult. Il tutto inserito in un contesto icredibilmente melodico e arioso dove l’estetica del pezzo è fondamentale.

“Ghost Flyers” è già un pezzo da novanta, con i suoi inserti di loop psichedelici, una melodia guida irresistibile tessuta dalla chitarra e il refrain pericolosamente canterino declamato dal bravo Olli Laamanen (anche bassista). Le distorsioni, la registrazione un poco ruvida e il mood western, assicurano al pezzo un alone “dark” dalle atmosfere desertiche che non sfigura affato nel contesto.

Più lente e dall’incedere regolare, le successive “Cruhn” e “Thought You Were Dead” mantengono comunque una musicalità costante e si lasciano apprezzare per i tocchi di synth e arpeggi vagamente crimsoniani. “Lizards” (seguita da una seconda parte strumentale) torna a farci muovere con una melodia portante davvero catchy, mentre la conclusiva “World Is Coming Down”, di nuovo lenta e questa volta malinconica, è un viaggio notturno ai bordi del Mojave.

Un ascolto breve ma senza il minimo cedimento. La band finlandese ha individuato una chiave di lettura del rock classico dove moltissimi sono gli spunti positivi. Li attendiamo ad una prova sulla lunga distanza con curiosità e aspettative elevate.

kremlin-kremlin-cover

Voto recensore
7,5
Etichetta: Svart Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. Ghost Flyers 02. Cruhn 03. Thought You Were Dead 04. Lizards 05. Lizards II 06. World Is Coming Down
Sito Web: https://www.facebook.com/kremlinfinland/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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