Kreator – Recensione: Hate Über Alles

Con colpevole ritardo andiamo a raccontarvi l’ultima fatica degli storici thrash metaller tedeschi Kreator.

L’album ha un po’ diviso i fan. C’è chi lo ha criticato perché troppo lontano dalla rocciosità teutonica degli esordi, e chi invece ha apprezzato una svolta più orecchiabile, già iniziata negli album precedenti, che qui in alcuni momenti è effettivamente portata all’eccesso.

L’apertura in stile Morricone, tributo a Sergio Corbucci, padre con Sergio Leone dello spaghetti western, ci porta alla title track, che non seguirà esattamente tutti i canoni del thrash ma, cavolo, è una bomba con un giusto dosaggio di violenza e melodia. Un ottimo esempio di come una band caposaldo di un genere possa cambiare pelle facendolo dannatamente bene e senza comunque abbandonare del tutto le origini.

Sullo stesso copione “Killer Of Jesus“: furia e calma che si alternano per rimanere in testa ed essere cantate dal vivo, invece “Crush Of The Tyrants” è un brano che passa un po’ troppo piatto senza mai avere la scintilla giusta, malgrado le parti di chitarra veramente interessati. Seguono, in fila,  “Strongest Of The Strong” e “Become Immortal“, che, se togliessimo la voce, ci farebbe pensare di essere davanti a un brano degli Iron Maiden sotto steroidi. In entrambe le tracce il suono classico dei Kreator viene quasi completamente soppiantato da un heavy power con lontane venature thrash. La resa è buona, ma diventa sempre più chiaro il motivo per cui il pubblico si sia diviso.

Segue sulla stessa linea “Conquer And Destroy“, che serve per portarci a “Midnight Sun”, dove addirittura abbiamo la presenza di Sofia Portanet, cantante pop tedesca, che quindi si dedica da sempre a generi non vicinissimi ai Kreator. Il risultato è gradevole, ma di nuovo lontano da quello che il fan accanito vorrebbe ascoltare.

Nella tripletta finale troviamo “Demonic Future”, brano che finalmente lascia meno spazio alla melodia, “Pride Comes Before The Fall”, con un intro che sembra uscito dai Ghost e, per concludere, “Dying Planet”, brano che non va oltre un heavy roccioso e compatto.

Difficile quindi dare un giudizio all’album che, esclusi pochi brani, si avvicina poco al sound dei Kreator. Per quanto ottimo in senso assoluto, sicuramente non era quello che ci si sarebbe potuti aspettare dalla band. Se da una parte questo può essere un pregio, dall’altra il pensiero che passa per la testa potrebbe essere che, se si vuole ascoltare un altro genere, si punta ad altri gruppi.

Etichetta: Nuclear Blast Records

Anno: 2022

Tracklist: 01. Sergio Corbucci Is Dead 02. Hate über alles 03. Killer of Jesus 04. Crush the Tyrants 05. Strongest of the Strong 06. Become Immortal 07. Conquer and Destroy 08. Midnight Sun 09. Demonic Future 10. Pride Comes Before the Fall 11. Dying Planet
Sito Web: https://www.facebook.com/KreatorOfficial

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