Angizia – Recensione: Kokon. Ein Schaurig-schönes Schachtelstück

Più che una metal band, gli Angizia sono una piccola orchestra composta da sette elementi, con ben tre vocalist ad alternarsi al microfono (pulito e growl maschile più voce femminile). “Kokon”, sesto lavoro in studio degli austriaci, non è nemmeno definibile come un disco metal, piuttosto come un album di musica classica e operistica. Le esigenze di etichetta affibbiano ai nostri una componente “death”, ridotta però al semplice ricorso alle growling vocals, per il resto, dicevamo, siamo più vicini a un’opera classica, ricca di strumenti di genere come il pianoforte a coda (ottima scelta, la resa sonora dello strumento è davvero particolare) e i violini. La componente metal è dunque abbastanza marginale e questo lo vediamo soprattutto nella forma canzone: i brani sono infatti più dei capitoli di un libro, dei piccoli racconti narrati piuttosto che cantati, tecnica particolare ma d’effetto. La lingua tedesca e l’enfasi con cui gli interpreti recitano le loro parti gioca senza dubbio a favore della band, che tra le righe riesce a dare al tutto un tocco di cabarettistico e di neue deutsche welle. Dobbiamo registrare qualche momento di stasi nella parte centrale del disco, momenti dovuti al fatto che i nostri prediligono un incedere melodico e lento e i pezzi non vantano una grossa dinamicità, ma nel complesso il lavoro è ben realizzato e gradevole. Un album che sarà apprezzato dai fan di Therion, Haggard, Chaostar e Black Tape For A Blue Girl.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Medium Theater

Anno: 2011

Tracklist:

01. Borstig. Schaurig. Flackernd. 01:25
02. Spindelgroll 02:28
03. Ein Quäntchen Gift 07:38
04. Graues Meer 01:45
05. Es Ist Leidenschaft. 06:31
06. Nichts An Mir Weckt Begehr 01:48
07. Ich 05:09
08. Die Bratsche Klingt Nach Klammer Luft. 01:09
09. Leise Feuer Brennt In Brunst 00:42
10. Sack Und Asche 07:41
11. Aus Traum Und Tanz. Ein Walzer. 05:16
12. Maß Für Maß 05:11
13. Der Verfall 01:23
14. Flammen Flüstern 01:34
15. Neigung Zum Nichts 05:28
16. Bühne, Still 01:59


Sito Web: www.angizia.com

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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