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Klogr – Recensione: Keystone

Passati indenni attraverso numerosi cambi di line-up e forti di una consolidata presenza a livello internazionale, in appena sei anni di vita i modenesi Klogr sono riusciti a inanellare la bellezza di sette release tra full-length, EP e live album, nonché a fare da opening act a colossi del calibro di Limp Bizkit, Prong, Guano Apes e The Rasmus. Il loro ultimo disco “Keystone” non poteva allora che essere espressione della maturità e dell’esperienza raggiunte dalla band, costituendo il degno nuovo capitolo della sua sorprendente carriera.

Musicalmente parlando il quartetto continua a muoversi sulle coordinate di un rock/metal moderno, ruvido e feroce, che non rinuncia però al gusto per le composizioni facilmente assimilabili e a sapienti iniezioni di melodia. Dal punto di vista lirico le composizioni della band sono poi impreziosite da un importante messaggio ecologista, poiché “Keystone” è una sorta di concept album sul rapporto tra uomo e pianeta Terra, sull’egoismo e l’avventatezza con cui la nostra specie sfrutta e distrugge il sistema in cui vive: ambiente in cui l’uomo non è altro che un ospite, anche se spesso se ne dimentica.

Citiamo innanzitutto i due pezzi diffusi in anteprima come apripista, che costituiscono tra l’altro le prime due tracce del platter: “Sleeping Through The Seasons” è un brano appassionante, raffinato e di grande impatto, “Prison Of Light” prosegue di nuovo sul filone che predilige l’atmosfera alla spinta sull’acceleratore, conseguendo ancora una volta un risultato molto positivo. Dopo questa partenza se vogliamo “delicata”, le canzoni massicce non tardano comunque ad arrivare con la potente “Technocracy”, autentica bomba di rock massiccio; si ritorna invece su lidi più leggeri e sognanti con la seguente “The Echoes Of Sin”.

Pride Before The Fall”, “Something’s In The Air” e “Drag You Back” sono tracce aggressive che pestano più duro, ma non rinunciano a un approccio che le rende sempre accessibili al pari della semi-ballad “Dark Tides”, in cui la dolcezza si alterna magistralmente a momenti di pura cattiveria. Segnaliamo infine la possente “Enigmatic Smile”, brano più heavy del lotto, e la progressiva “The Wall Of Illusion”.

Dotato di una buona varietà compositiva, ben strutturato e coronato da alcuni ottimi singoli, “Keystone” si dimostra un valido disco di rock duro e alternativo; la profondità e l’intelligenza dei testi sono poi la ciliegina sulla torta nel regalarci un’opera d’alto livello. I Klogr dimostrano insomma di meritarsi appieno la meritata fama conquistata: valutando le potenzialità del loro ultimo lavoro siamo però sicuri che i nostri non vorranno certo fermarsi qua.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Zeta Factory

Anno: 2017

Tracklist: 01. Sleeping Through The Seasons 02. Prison Of Light 03. Technocracy 04. The Echoes Of Sin 05. Pride Before The Fall 06. Something’s In The Air 07. Drag You Back 08. Sirens' Song 09. Dark Tides 10. Silent Witness 11. Enigmatic Smile 12. The Wall Of Illusion
Sito Web: http://www.klogr.net

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