KK’s Priest – Recensione: Sermons of the Sinner

La tendenza di una frangia del classic metal a portare avanti non solo una fedeltà incrollabile nel sound, ma anche l’adesione quasi ossessiva a certi cliché di immagine e contenuto delle liriche, rimane forse il lato che più ha annoiato dell’intero movimento. Un paradigma che ovviamente non vale per capostipiti come Judas Priest o Manowar, visto che il loro modo di porsi è parte integrante dello show, e così deve continuare ad essere. Da questo punto fermo parte il progetto pensato dall’esule K.K. Downing, visto che questi suoi Priest sono un vero e proprio condensato di purissimo heavy metal in cui tutto è eccessivo.

Un album, “Sermons Of The Sinner”, tracimante di chitarre roboanti, ritmiche martellanti e urla belluine alternate a stentoree dichiarazioni di fedeltà ad ogni singolo articolo del sacro codice metallaro. Una miscela micidiale di heavy epico, classico e power metal che prende a prestito appunto la sfacciata tracotanza dei Manowar, per metterla al servizio della potenza dei Judas di “Painkiller”. Il tutto per un risultato che fa sorridere compiaciuti per quanto riesce ad essere esattamente quello che si propone. “Hellfire Thunderbolt”, “Wild And Free” o “Sermons Of The Sinner” sono una manna dal cielo per tutti quei vecchi metallari che hanno vissuto l’epoca d’oro del genere; roba da andar a tirar fuori i vecchi braccialetti borchiati e le air guitar di ordinanza. Non potevano poi mancare inni alla fratellanza come “Raise Your Fists” o la anthemica “Brothers Of The Road”, aderenti fin quasi alla esagerazione ai dettami classici del genere.

Più epiche e variegate sono invece le lunghe “Metal Through And Through” e “Return Of The Sentinel”, ma non per questo minimamente lontane dal solco fin qui tracciato. “Sermons Of The Sinner” è, in conclusione, quello che si definisce un lavoro nostalgico e puramente emozionale. Non c’è in esso alcuna pretesa di originalità o intento elevato, solo la voglia di tornare a divertirsi da parte di un musicista che in fondo ha scritto pagine indimenticabili e che si merita a prescindere il rispetto di tutti noi. Alla festa siete stati invitati, a voi decidere se partecipare.

Etichetta: EX1 Records

Anno: 2021

Tracklist: 01. Incarnation 02. Hellfire Thunderbolt 03. Sermons of the Sinner 04. Sacerdote y Diablo 05. Raise Your Fists 06. Brothers of the Road 07. Metal Through and Through 08. Wild and Free 09. Hail for the Priest 10. Return of the Sentinel

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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