Kirk Hammett – Recensione: Portals

Ne ha fatta di strada Kirk Hammett da quando nel 1980, all’età di 18 anni, diede vita agli Exodus, band con cui aprì per ben due volte il concerto dei Metallica. E come ben sappiamo, saranno loro a sceglierlo durante un provino come chitarrista solista qualche anno dopo e… il resto è storia.

Quando si tratta di chitarristi come Kirk, i metallari si dividono in due categorie: c’è chi lo ama e chi lo “odia”. Il più delle volte il motivo è l’eccessivo utilizzo del pedale wah-wah che lo ha da subito caratterizzato, ma allo stesso tempo anche condannato. Quindi, trovandosi tra le mani questo EP si potrebbe pensare di ascoltare un assolo continuo di wah-wah… invece, non è così. Ma andiamo con ordine.

Il progetto di un EP da solista nasce quando Kirk sente la necessità di creare una sorta di colonna sonora per accompagnare la Kirk Hammett Collection per la prima mostra “It’s Alive” al Peabody Essex Museum di Salem nel 2017. Una musica da riprodurre in loop in sottofondo per accompagnare i visitatori durante la visita: così nasce “Maiden and the Monster”, primo brano di “Portals“. Ovviamente il buon Kirk non ha fatto tutto da solo. L’EP è stato coprodotto dal direttore d’orchestra Edwin Outwater (lo stesso che ha diretto la San Francisco Symphony per “S&M2“), da Blake Neely e Bob Rock. Alla batteria sentiamo Jon Theodore e Abraham Laboriel, mentre al basso c’è Greg Fidelman.

Il bello della musica strumentale è che, proprio per la mancanza di una linea vocale, l’ascoltatore è ancora di più libero di spaziare con la mente, immaginare ed attribuire alle note e all’atmosfera il significato che preferisce perché non viene influenzato dal testo, dal timbro e dall’esecuzione vocale. Ed è probabilmente quello che vuole suggerire il titolo “Portals“, dal momento che l’ascolto dei brani dovrebbe, tramite portali, consentirci l’accesso a mondi, o addirittura universi, che creiamo nella nostra mente. Abbiamo avuto il primo assaggio di questa esperienza con “High Plains Drifter“, che gioca molto sull’alternarsi di varie atmosfere: l’iniziale sezione “arabeggiante”, il ritmo “spagnoleggiante”, un continuo crescendo e alcune reminiscenze dei Metallica, in un pezzo che è allo stesso tempo energico e rilassante. Come afferma Kirk stesso, la canzone era originariamente un pezzo di flamenco di breve durata che chiaramente non trovava posto all’interno della discografia dei Metallica, ma non poteva neppure essere sprecato, perciò è stato conservato per l’occasione giusta, che si è finalmente presentata. Piccola curiosità sul titolo: “High Plains Drifter” è un film western del 1973 diretto e interpretato da Clint Eastwood, tradotto in italiano con “Lo straniero senza nome”. Questo primo ed unico singolo è accompagnato da un video animato molto particolare che sembra raffigurare il sogno confuso, o meglio l’incubo psichedelico, di una persona che si trova in ospedale dopo un probabile incidente automobilistico.

In ogni caso, l’aspetto cinematografico è il filo conduttore di tutto l’EP: le tracce sembrano essere composte per far parte della colonna sonora di un film (sappiamo che Kirk è un appassionato di horror). Infatti, “The Incantation” inizia con una maestosa introduzione della Los Angeles Philharmonic Orchestra, mentre “High Plains Drifter” si ispira a “The Ecstasy of Gold” di Ennio Morricone, brano con cui i Metallica aprono solitamente i loro concerti. In questo EP c’è davvero di tutto: musica classica, cambi repentini, contaminazioni, stili diversi, atmosfere inquietanti e cinematografiche.

Questo è un Kirk Hammett molto diverso da quello a cui siamo abituati e probabilmente questi quattro brani faranno cambiare idea a tutti gli scettici che continuano ad associare, ingiustamente, tutta la sua carriera e il suo talento unicamente al wah-wah. Ma non voglio anticipare troppo, anche perché sarebbe difficile descrivere con le parole l’ascolto di questo EP. “Portals” offre un viaggio a cui l’ascoltatore attribuirà il proprio significato, un’esperienza breve ma intensa, ricca di spunti interessanti, ma soprattutto l’occasione di cui Kirk aveva bisogno per dare spazio ad ogni sfumatura della sua creatività, per potersi finalmente esprimere in modalità inedite e per “scollarsi” un po’ di dosso l’etichetta, forse a volte un po’ stretta, di chitarrista dei Metallica.

Etichetta: Blackened Recordings

Anno: 2022

Tracklist: 01. Maiden and the Monster 02.The Jinn 03. High Plains Drifter 04. The Incantation
Sito Web: https://www.kirk-hammett.com/

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