King’S X – Recensione: Out Of The Silent Planet

Sonorità da un altro pianeta: a questo viene da pensare, in continuità con il titolo del fenomenale album d’esordio, quando si ascolta per la prima volta un album dei King’s X. Una proposta musicale sorprendente ora come allora, che porta a chiedersi come fa un “semplice” trio a costruire trame così intricate, piene di sfumature, sviluppate su più livelli d’ascolto e di interpretazione. Doug Pinnick, Ty Tabor e Jerry Gaskill avevano incrociato e loro strade alla fine degli anni ’70, ma soltanto a metà anni Ottanta avevano unito le forze e avevano trasferito a Houston, in Texas, la base di partenza per le loro esplorazioni sonore. E per preparare un debutto che rimane una pietra miliare nella storia del rock. Progressive? Hard Rock? Funk? Metal? Blues? Recentemente ristampato dalla benemerita Rock Candy, “Out Of The Silent Planet”  (il titolo è preso a prestito da un romanzo di C.S.Lewis) è uno di quei classici senza tempo che qualsiasi appassionato di Musica con la “M” maiuscola dovrebbe conoscere e potrebbe apprezzare.

L’album è vibrante in tutta la sua durata, carico di intensità e di emozioni, privo di pause di sorta. L’opener “In The New Age” è enigmatica fin dalle prime note, e si sviluppa poi su un testo ipnotico e criptico, sul quale si innesta robusta la chitarra di Ty Tabor: fin dall’inizio è evidente il gioco tra la “luce” che filtra attraverso le melodie vocali e il “buio” di arrangiamenti presi a prestito dall’heavy metal, con un’andatura che a tratti può sembrare addirittura doomeggiante. Segno dell’Apocalisse? I King’s x sono stati talvolta etichettati come band di rock cristiano, fatto più volte smentito da Pinnick e soci: ciò non toglie che l’aura di spiritualità che contraddistingue la loro proposta musicale è innegabile, e si tratta di un elemento tanto unico quanto difficile da descrivere a parole. Allo stesso modo, le lyrics della diretta “What Is This” suonano proprio come una – per quanto disperata – preghiera in musica: “What is this that gives me hope in the middle of the night and makes me turn to You?”, si chiede Pinnick. Le armonie vocali che mescolano con straordinario effetto le voci dei tre membri della band rifulgono in “Goldilox”, ovvero il personalissimo modo che i King’s X hanno di interpretare quella che, leggendone il testo, sembrerebbe un’ordinaria ballad: anche qui, l’incedere sincopato della batteria di Jerry Gaskill conferisce un senso di attesa che è ben riassunto nella cover dell’album, la skyline di Houston con il suo rimando, nell’immaginario collettivo, allo spazio, fuori da quel pianeta i cui colori vivono nelle tracce del disco. “Power Of Love” mette in mostra il lato pop, salvo liberare la fenomenale e graffiante voce di Pinnick nel finale, ad inseguire con rabbia e passione gli assoli infilati da Tabor. Stesso discorso per la più leggera “Shot Of Love”, uno dei tre singoli scelti per l’album. L’impennata arriva nella strepitosa “King”, perfetto esempio – fin dal dialogo tra le voci del coro e quella di Pinnick – di come un pezzo possa essere trascinante ed irresistibile: sicuramente uno dei momenti più alti del lavoro e dell’intera discografia della band, che ha contribuito a lanciare assieme all’altro singolo di successo, la già citata “Goldilox”. I cambi di tempo e le ripartenze di “Far, Far Away” e della conclusiva “Visions” con le sue fughe in avanti fanno ben comprendere perché i King’s X siano stati accostati al progressive, nell’accezione più classica o nella sua versione metal, che vedeva negli stessi anni muovere i primi passi i Dream Theater.

Ma tanti, sottili o evidenti, sono gli elementi che finiscono nell’originale calderone dei King’s X, che senza ricorrere ad effetti speciali dimostrano come si possa costruire un sound assolutamente unico ed innovativo con chitarra, basso e batteria. Rielaborando e reinterpretando senza mai limitarsi ad una sterile citazione, con “Out Of The Silent Planet” la band ha inaugurato una discografia che arriva fino ai giorni nostri con lucidità e anima.

Voto recensore
n.d.
Etichetta: Megaforce Records

Anno: 1988

Tracklist: 01. In The New Age 02. Goldilox 03. Power Of Love 04. Wonder 05. Sometimes 06. King 07. What Is This? 08. Far, Far Away 09. Shot Of Love 10. Visions
Sito Web: http://www.kingsxrocks.com/

giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

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