Kingcrow – Recensione: Eidos

Ormai da un paio d’album a questa parte i Kingcrow sembrano aver trovato la quadratura del cerchio andando a pubblicare un lavoro più convincente dell’altro, soprattutto per i sostenitori del metal venato di raffinatezze progressive.

Le influenze principali della band romana rimangono ben decifrabili anche se su “Eidos” il tutto è ormai rielaborato e personalizzato come dovrebbe essere sempre; diciamo che i fratelli Cafolla & Co. solcano proprio quella sottile linea che separa l’originalità dalla presa in prestito di idee altrui senza però risultare fastidiosi o imputabili di scarsa applicazione.

I nostalgici dei Porcupine Tree, magari scontenti della carriera solista intrapresa da Steven Wilson, troveranno pane per i propri denti in “The Moth” (il video) e “Adrift”; il gusto degli italiani è comunque spiccato e non mancano rimandi anche alla tradizione progressive nostrana come è inevitabile che sia.

Fading Out (Part IV)” adotta alcuni accordi arabeggianti presentati in passato dai Dream Theater e bisogna ammettere che dalla band americana i nostri mutuano in generale le aperture di tastiera che danno respiro alle composizioni.

On The Barren Ground” è più personale, con un refrain quasi hard rock, ma è con “At The Same Pace” che probabilmente si raggiunge l’highlight dell’album: bel riff portante, stacchi melodici di gusto e linee vocali fluenti… tutte caratteristiche presenti anche sui bellissimi “Phlegethon” e “In Crescendo”, che per il sottoscritto rimangono leggermente superiori pur riconoscendo ancora una volta la bontà della musica generata dai Kingcrow (peraltro ribadita/confermata da un’ottima resa in sede live)!

Voto recensore
7
Etichetta: Sensory

Anno: 2015

Tracklist:

01. The Moth
02. Adrift
03. Slow Down
04. Open Sky
05. Fading Out (Part IV)
06. The Deeper Divide
07. On The Barren Ground
08. At The Same Pace
09. Eidos
10. If Only


Sito Web: http://www.kingcrow.it

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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