King Company – Recensione: Queen Of Hearts

I King Company sono l’ennesima band nord europea che va ad arricchire il catalogo Frontiers. Come sempre la cosa è sinonimo di buona qualità e preparazione professionale. Purtroppo nel caso dei King Company c’è poco altro che ci pare degno di lode… anche in questo album, come già d’altronde nel disco di debutto, mancano infatti quelle canzoni di qualità e quella personalità nei singoli che possono davvero fare la differenza in un genere ultra classico come l’hard rock infarcito di melodia.

Anche il cambio (forzato, visto i problemi di corde vocali del precedente cantante Pasi Rantanen) avvenuto nel ruolo di lead singer con l’ingresso dell’italo argentino Leonard F. Guillan non sposta di molta la questione… i nostri mostrano tutte le buone intenzioni di questo mondo, riuscendo anche in brani come la title track o “Living In Hurricane”, ad esempio, a fondere potenza e armonia, come da manuale per il genere.

Resta però questa l’arma migliore a disposizione della band, che invece mette in luce molti limiti quando si tratta di puntare sulla melodia pura. Una ballata come “Stars” (ma vale lo stesso per “Living The Dream”) è davvero parecchio mediocre, sia come idea compositiva di base, sia come resa d’insieme di una band che ci pare decisamente più a proprio agio con il tiro più hard & heavy. Discorso simile vale anche per canzoni come “Never Say Goodbye” o “King For Tonight”, dove si propone un format melodic rock nel quale i maestri del genere appaiono ancora irraggiungibili per qualità interpretative e maestria nell’arrangiamento.

Un po’ meglio va invece con canzoni che si appoggiano su di un riffing di derivazione Whitesnake/Blue Murder/Zeppelin come “Under The Spell”, “Arrival” o “Berlin”, ben piantate sulla solidità di una base ritmica sufficientemente rocciosa e comunque giostrate con una certa abilità nella costruzione dei cori. In questo senso riuscito è un brano come “Learn To Fly”, proprio perché la melodia si innesta su di una ossatura che conserva qualche rimando al melodic metal vero e proprio… che sia questa la strada giusta per trovare una dimensione più personale ed efficace in futuro? Staremo a vedere.

Voto recensore
6
Etichetta: Frontiers Records

Anno: 2018

Tracklist: 01. Queen Of Hearts 02. One Day Of Your Life 03. Stars 04. Living In A Hurricane 05. Under The Spell 06. Never Say Goodbye 07. Learn To Fly 08. Berlin 09. King For Tonight 10. Living The Dream 11. Arrival 12. Good Thing (Bonus track)

riccardo.manazza

view all posts

Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login